Il mondo é davvero complesso e non finisce mai di stupire.
In genere l’umanità si divide tra chi vede un disegno dietro tutto questo e ostinatamente cerca i fili spezzati per poter dare un senso compiuto al vorticoso fiume di polvere e di rumore che già il Bardo aveva perfettamente delineato e chi invece vede il destino come un pazzo distruttore.
Io oscillo spesso tra queste due posizioni ma alla fine sono più propenso a credere alla banalità del male e alla casualità del tutto.
E proprio per questo non sono un nichilista.
Sembrerà strano ma più uno resta perplesso e colpito dalla follia del mondo e da quelli che un cristiano chiamerebbe i “falsi valori” (denaro in primis) più in realtà diventa attento a ciò che conta davvero perchè sa che tutto é davvero transeunte, davvero precario, davvero senza certezze di riscatto o di ricompensa.
In fondo siamo condannati ad essere ciò che siamo e in fondo siamo divisi in due categorie, in modo drammaticamente manicheo.
E questo, ho notato spesso, prescinde dalla nostra vita, dai nostri incontri, dal nostro vissuto.
È una specie di Rom ineliminabile, come se il “giudizio” su che persone siamo fosse già stato espresso e in fondo a noi non restasse che recitare la parte assegnata nel modo più dignitoso possibile.
Dicono che bisogna credere in qualcosa per andare avanti.
Io non penso che questo passi attraverso una religione organizzata per forza di cose, anzi.
Anzi spesso ho pensato che proprio il complesso iper dogmatico e iper descrittivo di qualsiasi religione fosse un forte ostacolo alla comprensione vera.
Personalmente io ho sempre creduto nell’amore e più precisamente nell’amore tra un uomo e una donna.
È una cosa tangibile ed é una esperienza che davvero forgia la vita di noi tutti e cambia in meglio le due persone.
L’amore ha tante forme, penso ad esempio all’amore di un animale per noi, ma questa resta la forma più alta e su questo mi sembra davvero razionale impostare la propria intera vita.
Cosa conta davvero
31 Thursday May 2012
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