L’antiitaliano

Come tutte le persone pensanti perbene di questo paese, Giorgio Bocca è stato considerato uno strano, un diverso, uno severo…
Come tutti, e come Montanelli, Biagi e mille altri, è stato impiccato a dettagli su una vita intera da parte di chi, disonesto intellettualmente e tifoideo malato (quindi italiano vero), non poteva sopportare il libero uso del pensiero e dell’etica.
Tra le tante pagine illuminanti di Bocca, nella sua poetica del disincanto, c’è quella della consapevolezza già giovanile dell’inutilità dell’onestà in un mondo dominato dal familismo amorale e dalle chiese e chiesuole contrapposte che ragionano solo in termini prerazionali di appartenenza e di tifo becero e volgare (mi riferisco alle pagine sul suo impegno politico nel Partito d’Azione).
Il tutto, all’italiana, come paravento al perseguimento brutale del proprio “particulare”, spesso esercitato fuori da ogni legge e morale.
L’antiitaliano Bocca quindi entra di diritto nel novero della minoranza strettissima che vive questo paese come un cancro, un mondo alla rovescia.
Posizione che non è da confondere con chi si lamenta qualunquisticamente del suo paese, sport nazionale ma mai esercitato per davvero fino alle estreme e giuste conseguenze.
Inutile dire che è un altro grande che se ne va e che non sembra avere rimpiazzi.
Ma paradossalmente mi consolo pensando che anche lui deve aver provato questa sensazione quando moriva qualche grande dell’Italia del passato.
Il che conferma l’eternità del paese del Gattopardo e quindi la sensazione dell’incubo.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s