Tu chiamale se vuoi emozioni

Certo già il trailer ci aveva fatto sognare e ci aveva fatto pregustare delizie davvero divine.
“Il tredicesimo apostolo” di Canale5 prometteva molto per noi cultori del trash e, devo dire, it delivers!
Il pastrocchione per le post-famiglie si avvia velocemente a diventare un cult, se ovviamente manterrà il livello delle prime due puntate.
Anche perché porta al massimo livello, finora, il trash secondo l’ortodossa interpretazione del non dimenticato Labranca : emulazione di un modello fallita.
E devo dire che qui la produzione non si è fatta mancare nulla in quanto a modelli : l’esorcista meets uccelli di rovo meets codice da vinci meets the ring meets the shining meets…(ad infinitum et ad libitum, per stare in parrocchia).
Questo d’altronde è il marchio di fabbrica del trash sublime, la mescolanza isterica e ridondante di migliaia di ingredienti fino all’impazzimento precoce della maionese.
Ovviamente poi c’è lo scimmiottamento di modelli extra-italici, secondo la ben nota estetica del tinello.
Il tutto condito, e qui direi in dosi perfino più abbondanti del solito, della ben nota valentia recitativa italiota, soprattutto in campo fiction televisiva e affini.
Al di là della Claudia Pandolfi, che ha sempre quella faccia un po’ così anche se, suppongo, non sia nata a Genova e del contraltare (scusate il doppio senso), belloccio dè noantri (Terence Hill prete meets Alessandro Preziosi meets…), sono i comprimari a brillare, con menzione assoluta per l’assistente femmina del bellerrimo pretonzolo.
La sceneggiatura è un vero gioiello di wiki-sceneggiatura, ossia di quelle classiche sceneggiature nate con la spiegazione enciclopedica incorporata.
Visto che lo script fa acqua da tutte le parti, non spiega nulla con parole ed immagini e/o gli autori sanno con che pubblico hanno a che fare, c’è sempre da parte di tutti una isterica chiosa continua con spiegazione fissa di tutto quello che succede, INCLUSO i pensieri dei personaggi.
Topoi a manetta (non se ne può nemmeno tenere il conto), attori perennemente con aria preoccupata che girano con bicchieri di vino rosso (come tutti i mestieranti del teatro sanno, quorum ego, oggetti e drink sono le ancore di salvezza nel naufragio)…insomma, una gioia.
Per la cronaca poi il bacio c’è già stato e la produzione se l’è giocato in maniera sublime : la Pandolfi senza alcun motivo se non il gobbo assale il prete e dopo due secondi entrambi fanno come se non fosse successo nulla fino alla fine dell’episodio.
E poi dicono che non c’è mai nulla da vedere in tv.

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2 thoughts on “Tu chiamale se vuoi emozioni

  1. Ahah..effettivamente l’indecisione ieri sera era opprimente. Vedere o non vedere il tredicesimo apostolo? L’amletico dilemma è stato sciolto nel tempo di “Cos’è questa roba?!”..”Canale 5 ma!”..”Cambia”.
    Ma si sa, il pubblico televisivo italiano è di bocca buona. Quindi potrebbe esserci speranza anche per questa miniserie.

  2. E che dire della collegiale che, tentando grottescamente di simulare sgomento di fronte all’amica “appesa”, ridacchia coprendosi la bocca con le mani? Saremo costretti a ricorrere alla psicologia e alle reazioni post traumatiche per giustificare una pessima recitazione ed una regia approssimativa?

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