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L’àpote n. 2

Da tempo penso che la Chiesa o in genere le Chiese siano l’ostacolo maggiore che una persona in “buona fede” può incontrare se per caso volesse davvero concedere di affrontare la questione seriamente.
Non è da sottovalutare anche la pessima influenza che hanno da sempre gli integralisti e i bigotti in genere.
Di solito avere contatti con questo tipo di persone allontana all’istante perché uno ci trova immediatamente un che di meccanico e di ideologicamente ottuso che evidentemente tende a fare il deserto attorno a loro, soprattutto deserto delle persone pensanti dotate di spirito critico nonchè riluttanti a svendere il proprio cervello a chicchessia.
Sono i danni che le sovrastrutture mentali fanno alle persone disperatamente in cerca di un kit precotto di interpretazione della realtà.
E’ cambiata però l’atmosfera e la logica di questo genere di aggregazioni.
Laddove una volta, diciamo nell’immediato dopoguerra, il bigottismo era parecchio diffuso e aveva le sue radici nella tradizione accettata acriticamente come parte della propria cultura, con sfumature pesanti di superstizione, oggi l’aggressività reclutante dei vari gruppetti riflette alla perfezione un’epoca di ideologie astiose, rivela la faccia feroce, dissimulata dal sorriso forzato, nonché inquinata dal marketing che domina la nuova epoca.
E, prepotente, ci soccorre “provvidenzialmente” la fuga ragionata.

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