L’eterna meraviglia degli animali

Uno dei rari luoghi comuni che mi sembra vero é che le persone si possono giudicare da come trattano e considerano gli animali in genere e gli animali da affezione (pets) in particolare.
L’animale, in genere, smaschera la vera natura di una persona, in particolare sul piano della sensibilità, dell’egoismo, dell’aggressività, della capacità di accettazione del diverso, della accoglienza di chi é indifeso.
La Chiesa, che ha una certa tradizione (ops) nel mettersi dalla parte sbagliata, soprattutto dalla parte opposta alla ragione e al buonsenso, non casualmente per anni ha sostenuto, e sostiene tuttora, la totale incoscienza e la totale subalternità degli animali agli uomini.
Il che, ovviamente, ha come sempre incoraggiato e autorizzato la naturale nefandezza umana e in generale una comune subcultura riferita agli animali : oggetti non senzienti che l’uomo ha tutto il diritto non solo di mangiare ma anche di maltrattare e usare a proprio piacimento.
La cultura dei “pets”, al netto delle sue storture ed esagerazioni, nasce nelle civiltà più evolute e questo é un segnale non banale.
Il mio amore per il mondo anglosassone passa anche attraverso questo elemento, così evidente a chiunque conosca bene quella cultura e quei paesi.
Normalmente le storture e le esagerazioni portano all’umanizzazione forzata che, in quanto innaturale, crea dei piccoli mostri e comunque animali infelici.
Questa è il lato oscuro della petmania e in genere é questo il nodo da sciogliere per allevatori e comportamentisti avveduti.
Come con eventuali civiltà aliene serve quindi una cultura ed una apertura mentale tipiche delle persone e delle società evolute per davvero e senza paraocchi (oh yes), che rispetti la diversità cercando i punti di contatto per una convivenza vera e pacifica.
In questo senso i nostri pets hanno molto da insegnarci, come chiunque abbia avuto la fortuna di convivere con un gatto o un cane, sa alla perfezione.
Si sono adattati, si sono connessi a vari livelli con quel buffo, sgraziato e presuntuoso animale bipede chiamato uomo e ne hanno nettamente migliorato la vita sapendo interagire con lui in molte inedite maniere.
In questo senso si può parlare di una cultura animale, perché davvero il pet varia in modi significativi il suo comportamento base a seconda delle persone, delle esperienze, delle situazioni.
Noi innamorati sappiamo che il grado di finezza, di sensibilità, di eleganza e di fiducia che possono regalare gli animali é difficilmente superabile dagli umani.
Negli occhi di un gatto o di un cane spesso esiste un mondo intero che nasconde un profondo mistero e il fascino di una bontà e di una purezza disarmanti.
E non c’è modo migliore per finire la giornata che accarezzare un gatto e, cullati dalle fusa, addormentarsi insieme.

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5 thoughts on “L’eterna meraviglia degli animali

  1. Amen. Sono d’accordo con te my brothers, anche se il tuo articolo, paradossalmente somiglia a quello che potrebbe fare un pastore di una chiesa sperduta di un paesino altrettanto sperduto della vecchia Inghilterra. Ma che ci stai a fare qui… Non te lo domandi anche tu? Buona week. Monica.

    • Me lo domando eccome ma chère anche se da qualche anno ho smesso di farmi domande inutili e assumo anestetici sotto forma di simpatico low cost in dosi annuali o biennali a seconda della gravità dei sintomi.
      Per il resto mi sa che mi hai confuso col grande Graeme Sims.
      Hugs and kisses

  2. Mi è piaciuto veramente tanto, concordo con te con tutti i punti che hai toccato con poche righe hai riassunto quello che alla fine dovrebbe essere il rapporto tra uomo e gli esseri, visto che la maggior parte delle volte le bestie siamo noi. Graeme Sims lo scrittore di cui abbiamo parlato domenica scorsa (è Inglese) li descrive molto bene questi rapporti, e tra le varie cose che fa, è anche un vicario. Bravo bravo Alberto buona domenica, alla tua prossima creazione.

  3. Sono assolutamente d’accordo..l’amore che (nel mio caso)mi ha dato la ciaci,molti umani dovrebbero solo imparare..nn potrei vivere senza pets 🙂

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