L’àpote n. 3

La religione è un fatto culturale ed è legata strettamente alla storia ed alla geografia del mondo.
Uno dei luoghi comuni più fastidiosi che ci propinano fin da piccoli è che senza un ancoraggio ad una impostazione etica religiosa predigerita è impossibile essere etici per davvero.
La famosa sciocchezza del “se non ci fosse un premio-punizione e un Dio non avrebbe senso comportarsi bene”.
La semplice osservazione delle persone quasi dimostra il contrario (quanti crimini in nome di Dio) ma basterebbe semplicemente osservare che, indipendentemente da luoghi, religioni, situazioni etc, tutti gli uomini mediamente sembrano avere una Rom condivisa ed una legislazione e/o impostazione sociale basata su poche semplici regole.
L’etica è pre-religiosa, è semplicemente umana ed é come l’intelligenza, prescinde dalle codificazioni sommarie e dalle ideologie di verità preconfezionate.
D’altronde l’obiezione etnica é una delle più forti contro le pseudo verità spacciate per assolute.
Alla semplice domanda ” se fossi nato altrove, saresti della stessa religione? “, l’integralista balbetta o mente sapendo di mentire.
Ogni religione pensa di avere ragione e le altre torto, quindi qualcuno si sbaglia o, meglio, tutte si sbagliano perchè le loro pretese vanno molto al di là del sensato e alla prima analisi attenta e senza sconti mostrano subito la corda del “wishful thinking”.
La religione presuppone una cultura ed é l’espressione della stessa ma le basi del vivere umano prescindono dalle formulette e dalle codifiche delle varie ideologie, incluse quelle religiose.

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2 thoughts on “L’àpote n. 3

  1. Veramente un certo Dostojewskij ha proprio sostenuto che se Dio non c’è, tutto è lecito (fratelli karamazov-la leggenda del grande inquisitore)

  2. Conosco bene quel testo, scritto peraltro da un grandissimo scrittore, uno dei veri grandi.
    Ma trovo che sia soprattutto un meccanismo letterario, oltretutto situato in un’epoca ormai lontana. Penso davvero, come tanti, che la responsabilità dell’uomo sia totale e che siano pochissimi quelli che si comportano in maniera diversa da come sarebbero comunque solo perché partono da giudizi di fondo sull’aldilà. Sul quale peraltro nessuno sa nulla, anche se molti millantano certezze insensate. Grazie per il commento.

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