Elogio degli ebooks

Il mondo è nel pieno della digitalizzazione e della smaterializzazione dei supporti eppure ricordo benissimo i soliti passatisti che dicevano che quello che era successo per gli mp3 e per l’Ipod non sarebbe mai successo per i libri, la stampa in genere e gli ebooks.
E ti citavano dati inoppugnabili, ti elencavano le differenze tra il libro (ad esempio la varietà delle lingue) e la musica e bla bla bla.
Portavano ad esempio i primi fallimenti (un classico di ogni cosa, soprattutto nella tecnologia), i prototipi abortiti oppure, peggio, dimostrando la totale ignoranza di argomenti e la mancanza di prospettiva, ti dicevano che nessuno avrebbe mai voluto leggere un libro su un computer e così via.
E pensavano DAVVERO ai computer con tastiera come li conosciamo noi oppure ai laptops.
Di solito la storia della tecnologia, soprattutto negli ultimi vent’anni, garantisce questo processo : una serie di fallimenti hardware-software, un approccio sbagliato ad un problema vero e poi arriva Apple e magicamente spiega al colto e all’inclita come si fa, nei dettagli più minimi.
E’ andata così per l’Ipod, e tuttora ricordiamo i primi mp3 players che noi early adopters avevamo comprato.
Proposte improponibili a costi spaziali e con software che facevano tenerezza.
Ovviamente è andata così anche per i libri ma è arrivato qualcosa che è andato molto oltre l’idea stessa di bookreader, è arrivato il primo vero PERSONAL computer che è in realtà un mediacenter completo e mille altre cose e di per sé sta spazzando via ogni altro portatile.
Stiamo parlando ovviamente dell’Ipad, un device che davvero ti cambia la vita per sempre e certamente non solo per i libri.
Da buon fanatico mi sono comprato tutti o quasi i devices specifici precedenti pur sapendo (o meglio, sperando) che la mela prima o poi avrebbe sistemato la cosa.
E quindi vai di Cybook, di Iliad, di Kindle…
Già provando i primi modelli l’idea che nulla sarebbe più stato come prima era limpidissima.
Al di là dell’e-ink, l’inchiostro elettronico, che simula la carta e che non affatica gli occhi, di cui parleremo dopo, l’idea stessa di avere tutti i libri e qualche giornale nello stesso posto, anche se a prezzo di non intuitivissimi software di sincronizzazione (comme d’habitude), era scontato fosse vincente.
Amazon cominciò a vendere valanghe di Kindle e stiamo parlando di un reader che paragonato all’Ipad di oggi fa la figura di un dirigibile rispetto ad un Airbus.
Era grottesco frequentare i blog e i forum di appassionati dibattenti le mille varianti e nessuno, salvo me e pochi altri, che faceva notare che sarebbe bastato creare un tablet vero instant-on con un software almeno decente per sfondare definitivamente anche il mass market.
Il tutto accoppiato alla potenza di fuoco della megacorporation illuminata di Cupertino ha ovviamente cambiato definitivamente tutto.
E l’e-ink è tornato in un angolino della storia, perchè in realtà non è particolarmente importante, non ha il colore, ha un refresh da bradipo, un fondino grigio da Romania e quindi, alla fine della simpatica fiera, è infinitamente meno bello e piacevole di una lettura su Ipad che anche solo col suo giro pagina da urlo, l’equivalente dello scroll inerziale dell’Iphone, ti conquista al primo istante, come disse Steve nel memorabile keynote di presentazione dello smartphone.
L’ebook farà dimenticare presto i libri così come l’ipod ha relegato il feticismo per il vinile a mania per pochi intimi.
L’uso quotidiano, sia per libri che per giornali, dimostra che dopo poco tempo nessuno ha intenzione di rinunciare alla bellezza del software, alla comodità dello stock pressochè infinito, alla facilità dello scarico (da quanto tempo non vado più in edicola?), alla retroilluminazione (perfetta la sera in camera per non disturbare il coniuge), al dizionario/vocabolario multilingue online, alla regolazione immediata della grandezza dei caratteri, al search, a mille altre comodità (video, foto, multimedia) che trasformano la lettura in qualcosa di infinitamente superiore all’esperienza old style.
E questo soprattutto per i veri lettori, quelli che hanno sempre consumato paperbacks, giornali e riviste e che hanno in orrore l’idea borghesotta del volumone rilegato da biblioteca.
Ma la fantascienza pura, e noi della nostra generazione siamo gli ultimi esemplari umani che riescono ancora a meravigliarsi di queste cose, visto che abbiamo vissuto una vita precedente analogica, la vera follia, dicevo, è l’acquisto.
Tua moglie dice che vorrebbe un libro, e dopo qualche touch (una volta si diceva click) ce l’hai sul suo Ipad e pure sul tuo.
Se penso ai prestiti ed alle attese, alle liste che mi facevo una volta, alle eterne salite e discese per librerie infernali, alle ricerche infinite di libri, soprattutto dall’estero, che arrivavano tardi e male, non provo nessun tipo di nostalgia libresco feticistica ma un senso di liberazione.
Penso ad un libro o ad un giornale (nel mondo!) e dopo pochi SECONDI, senza uscire di casa al freddo e al gelo e senza mille ostacoli, ce l’ho bello e fiammante sul mio aggeggio.
Se non è magia questa…
Quando toglieremo il prefisso e- sarà il segnale che il passaggio alla nuova epoca é compiuto definitivamente.
A quel punto potremo salutare il sig. Gutenberg e il suo taxi ringraziandolo per la corsa.

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3 thoughts on “Elogio degli ebooks

  1. Persino una feticista del libro come me ha dovuto ammettere che l’i-pad per i lettori seriali è una manna. Addio edizioni scritte in caratteri illeggibili e sbiaditelli, addio valigie pesantissime colme di volumi, addio lucine notturne improbabil. Nel momento in cui avendo a disposizione sia la versione cartacea che quella digitale ho finito per leggere il romanzo utilizzando la seconda ho compreso di aver capitolato definitivamente.
    Potendo vorrei avere la copia cartacea di tutto quello che leggo su i-pad perché tenere in mano un libro e sfogliarne le pagine ha comunque un fascino che a chi è cresciuto circondandosi di volumi non può non mancare.

  2. “un fondino grigio da Romania”: ah ah!
    Condivido tutto. Quando era uscita la stampa, tutti a dire che nessuno avrebbe mai letto libri con caratteri così brutti, senza la cura manuale – forse c’era anche qualcuno che diceva che per lei leggere voleva sentire l’odore di caprone morto di un libro fatto a mano…. I vinili sono spariti (salvo nicchia di feticisti) e i cd non hanno più senso, i giornali si leggono sul web (chi ricorda ancora l’odore di piombo dei giornali degli anni settanta). E’ solo questione di tempo… bel post!

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