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Il cinema é altrove

Ormai da vari anni il cinema ha abbassato il suo livello medio di offerta, sia in quantità che in qualità.
Anche il cinema americano, trainante da anni in tutte le sue forme, ha pagato pesantemente il fatto di essere una industria.
L’industria ha schemi e ruoli e non prevede l’improvvisazione.
Negli anni 70 la rivoluzione “autorale” dei giovani virgulti (De Palma, Scorsese…) era come una specie di primo cinema indipendente, alla Sundance, ma all’interno di uno scenario sempre uguale.
Oggi invece è cambiato lo scenario tecnologico, si è abbassata di molto la soglia della produzione (oggi chiunque può fare un film di buon livello dal punto di vista tecnico e a bassi costi) ma contemporaneamente riducendo di molto l’accesso al cinema perché sono altri i veri canali.
Oggi al cinema ci vanno soprattutto i teenager e dal punto distributivo il cinema é stato confinato a meno sale, straordinariamente equipaggiate, e circondate da shopping centers e varie attività collaterali.
L’idea stessa di andare SOLO al cinema é passata di moda per sempre.
Il risultato finale é che si fanno meno film per le sale e si fanno, in genere, per il gruppo di audience che va davvero al cinema.
Ecco perchè da 10-15 anni almeno il meglio della fiction mondiale abita altrove, con rare eccezioni, sia in termini di continuità produttiva che in termini di qualità di regia, sceneggiatura, attori.
Anche perché le generazioni di attori al di sopra dei 40-50 anni e di medio livello di celebrità raramente trovano spazio nel big movie e sta finendo anche la brevissima stagione dei film usciti “direttamente” in DVD (classica tecnologia di passaggio, come i fax).
Le serie televisive e i tv movie, che saranno sempre più il futuro del moloch a 70.000 canali e in streaming che alimenterà il nostro “piccolo” schermo (in realtà megaschermi in HD/3D perennemente collegati ad internet), saranno la base del “cinema” moderno.
In questo il mondo anglosassone (USA & UK) la fa ancora da padrone, sfruttando una meravigliosa varietà produttiva e una qualità di registi, sceneggiatori ed attori ancora adesso impagabile.
E sono pressoché certo che la distinzione grande schermo-piccolo schermo avrà sempre meno senso e con la contemporaneità della proiezione, ossia l’uscita in contemporanea mondiale con vari livelli di fruizione e di costo (prima visione casa – cinema – seconda visione etc), sarà superato definitivamente il vecchio dualismo.
In buona sostanza : gli Oscars e gli Emmy Awards dubito che saranno ancora due premi distinti.
E se pensate alla fiction migliore che avete visto negli ultimi anni, scommetto che almeno la metà delle cose non l’avete vista al cinema in quella che si chiamava, una volta, “prima visione”.

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