Una calma olimpica

La rinuncia alle Olimpiadi di Roma da parte del governo Monti, come tutte le decisioni sensate e perfino ovvie ha fatto emergere una volta di più la natura di questo paese.
Un paese che in gran parte non sembra rassegnarsi alla fine del nero Bagaglino che ha preceduto per anni questo governo d’emergenza, un paese che beve tutto, sia per ignoranza che per convinzione profonda, compresa la grottesca uscita del predecessore di Monti sul senso di responsabilità e perfino l’eleganza nell’uscita di scena.
Inutile dire che anni di menzogne spudorate non hanno esaurito la nostra capacità di stupirci di fronte a questo rovesciamento costante della realtà che è il tratto italico per eccellenza.
Il precedente governo, è bene ribadirlo, è stato commissariato e messo in panchina (per restare alle metafore beote), per manifeste impresentabilità, inaffidabilità, incapacità e inadeguatezza di fronte alla vera realtà.
Questo paese vecchio, sia di testa che anagraficamente, totalmente ancorato a realtà passate o virtuali, preferisce da sempre la menzogna, la dissimulazione, la furbizia come merito (unico paese al mondo dove questo è accettato, anche culturalmente).
Sanremo, il malefico festival, rappresenta appieno l’inalterabilità di questo dato, soprattutto sul piano culturale gerontocratico.
L’Italia è piena di anziani che non si rendono conto non solo che il mondo è banalmente cambiato ma che le loro basi di pensiero (se le vogliamo nobilitare) sono completamente sballate.
Il tremendo spettacolino kitsch del festival ha toccato ieri vette iperuraniche e davvero epocali (in questo caso il trash non c’entra nulla perché non si voleva emulare nulla).
Celentano è un altro che avrebbe dovuto frenare 15 anni fa e quindi spesso va a sbattere, ma soprattutto crede che bastino quattro banalità paleocattoliche per “épater le bourgeois”.
La pseudoborghesia italiana prospera all’interno di una volgarità canagliesca esibita, compiaciuta.
L’unico modo per épater davvero è l’uso sistematico del sarcasmo, della cultura, della precisione millimetrica, perfino della raffinatezza vera esibita.
Qualcuno ha tentato di farlo in Italia negli ultimi anni, pagando per davvero.
Monti non basta, ovviamente, ma essendo antropologicamente diverso dall’italiota medio, rappresenta un costante scandalo in questo povero paese.
Questo è da molti anni un paese da ricostruire dalle macerie non solo finanziarie ed economiche ma soprattutto intellettuali ed etiche.
Ed è un paese che, specularmente, va completamente ricostruito a livello statale, eliminando l’antimodernismo e la borbonica burocrazia ottusa che impera a tutti i livelli.
Figuriamoci se aveva bisogno di Olimpiadi.
Le precedenti organizzazioni di eventi similari avevano fatto emergere con prepotente chiarezza l’illegalità assoluta e il vero motivo dietro queste missioni pseudopolitiche.
E compiti gravosi di questo tipo hanno lasciato segni evidenti perfino su nazioni molto più strutturate delle nostre (perfino Londra sarà complessa, pur all’interno di un mondo totalmente alieno al nostro).
Ci vuole una calma olimpica per passare indenne da questo fuoco di fila e da questa compagnia di giro ma mi sembra che il premier sia attrezzato per la medaglia.

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3 thoughts on “Una calma olimpica

  1. L’italiano medio è stranito dal fatto che si possa fare politica parlando una lingua comprensibile, senza panegirici demagogici, aderendo ai fatti e dando risposte pertinenti e documentate alle domande dei giornalisti. Il tutto con l’educazione che ci insegnavano da piccoli…

    • grazie per il commento
      ho letto il tuo post e concordo senz’altro sull’impasto nazional-populistico che ammorba l’Italia
      il provincialismo genera mostri, come è ampiamente dimostrato dalla nostra storia, soprattutto recente
      a presto

      A

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