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…e ora qualcosa di completamente diverso

Quando si chiede a qualche grande personaggio della commedia e della comicità quali sono i suoi punti di riferimento e le sue ispirazioni primarie, il nome leggendario dei Monty Python salta sempre fuori.
Questo ha perfettamente senso : i sei meravigliosi sono uno dei monumenti più fulgidi e assoluti, la base di gran parte della comicità del grottesco e dell’assurdo che dopo di loro sembrerà così ovvia e normale.
Monty Python è stato un gruppo comico inglese, attivo dal 1969 al 1983 e costituito da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin.
Ricordo ancora il senso assoluto di meraviglia e libertà che gli episodi magici del Flying Circus (sulla BBC!) mi inoculavano nelle mie prime escursioni londinesi.
Nulla del genere si era mai visto in tv in Italia ma probabilmente da nessuna parte e incredibilmente oggi, mille anni dopo, siamo tuttora molto lontani da quelle vette di straordinaria dimenticanza di buon senso.
Nessuna sorpresa che il magnifico sestetto, composto da autentici geni che poi troveranno anche vie personali al successo e all’affermazione del proprio enorme talento, avesse alle spalle un background culturale di prim’ordine.
L’intelligenza e la cultura non fanno mai sconti e niente come Monty Python assomiglia ad un divertissement per intellettuali, nel senso buono del termine, pur restando devastante e godibile a vari livelli.
Consiglio sempre l’opera omnia anche televisiva di questi fenomeni (si trova apposito cofanetto) perché miniera di piaceri infiniti.
Poi sono cominciati i film, tutti autentici capolavori nel loro unico, inimitabile genere.
Il genere Monty Python.
Tutti gli estimatori hanno le loro perle da esibire.
Io non faccio classifiche anche se alcuni sketch e alcuni pezzi di film sono diventati degli instant classics.
Io consiglio di vederli tutti in religioso silenzio, finché si riesce senza esplodere in risate liberatorie, perché tutti pervasi da una magica, atomica follia.
È probabilmente vero che “Il senso della vita” rappresenti il miglior compendio e la migliore raccolta di genialate, e quindi partirei da qui, paradossalmente, dal film finale.
Ma, ad esempio, “Brian di Nazareth” è un’opera alla quale sono particolarmente affezionato, talmente trasgressiva e sanamente demistificatoria da essere tuttora insuperata e unica nel suo sarcastico coraggio senza sconti.
Io poi ho una malata affezione per la prima opera, un compendio di sketch direttamente derivativa dal Flying Circus, quel “…e ora qualcosa di completamente diverso”, che ancora oggi fa davvero male per suoi leitmotivs dementi e per la sua stupenda insensatezza.
Nonostante morti e feriti si parla in questi giorni, dopo l’uscita della splendida autobiografia, addirittura di un film quasi postumo.
Sperando per davvero che l’operazione non sia meramente nostalgico-commerciale, ogni occasione per rivedere assieme questi splendidi ragazzacci va colta al volo in questi tempi tristi e banali.

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2 thoughts on “…e ora qualcosa di completamente diverso

  1. Quale film postumo, “Absolutely Anything” che è opera del solo Terry Jones, o “A Liar’s Autobiography” che almeno vede in campo anche Chapman?

    • Mi riferivo ad “Absolutely anything” anche se entrambi in realtà sono progetti buffi e bislacchi. Il primo è una idea di Jones rimasta nel cassetto per anni e che vede i sopravvissuti al doppiaggio e il secondo é addirittura un film d’animazione in 3D (whaaat?) basato peraltro su un libro demenzial-esilarante.
      Ci mancheranno molto…

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