Cesar’s way

In famiglia siamo tutti dei grandi fans di “Dog whisperer”, il celeberrimo programma di Cesar Millan che spiega, con casi precisi, come interagire con il proprio cane.
Il format è tipicamente americano, ogni tanto sbuca anche qualche celebrity e il nostro è sicuramente molto smart nello sfruttamento della propria immagine (conferenze, dvd, televisione, web etc etc).
Ma al netto di tutto questo e del business che inevitabilmente ne deriva, non concordo né con le critiche che Cesar ha ricevuto come addestratore (sul web c’è di tutto) né con le obiezioni alla sincerità del suo approccio.
Da sempre penso che il modo migliore per fare business sia quello di amare profondamente ciò che si fa e il caso di Steve Jobs, ad esempio, spiega alla perfezione che non c’è nessuno iato tra i soldi e l’amore per l’oggetto del proprio lavoro.
Noi che amiamo profondamente “gli angeli con la coda” sappiamo riconoscere all’istante un nostro simile.
E l’impressione che resta dopo aver visto qualche episodio è che Cesar per davvero sia uno di questi.
Lo si capisce dalla delicatezza dell’approccio, lo si capisce anche dal fatto che non snatura affatto l’essenza dell’animale, così come invece accade in molti centri d’addestramento e anche in qualche altra trasmissione tv dove i cani, soprattutto i cani, vengono trattati come automi che dovrebbero trovare piacere nell’eseguire comandi astratti del “padrone” (parola già molto rivelativa).
Cesar riesce pure ad essere “profondo” senza sconfinare subito nella banale new age che è sempre dietro l’angolo, soprattutto nelle terre oltreoceano.
Certo, qua e là compaiono riflessi zen e buddisti, ma in generale lo trovo sobrio nell’approccio e comunque con un focus perfetto sull’animale e sull’uomo.
Non a caso spesso e volentieri ripete che più che educare i cani il suo compito è educare gli uomini, perché è verissimo che in particolare il cane, animale da branco per eccellenza, ha un bisogno psicofisico assoluto di buone guide, come peraltro si può dire di molti uomini, soprattutto giovani.
Il programma veicola spesso inoltre concetti davvero importanti che spesso la gente tende a dimenticare, per eccesso di depressiva prosaicità.
Ad esempio che tutta la vita è un percorso di miglioramento (in contrapposizione alle persone che dichiarano biliosamente che “sono fatte così”) e che il tuo atteggiamento interiore non è che ti aiuta solamente a vivere meglio le difficoltà della vita, ma anche PLASMA il mondo esterno.
E’ un concetto che si attaglia perfettamente all’universo del cane ma che è valido per tutti.
La parola influenza la realtà, l’atteggiamento influenza la realtà…e troppo spesso lo dimentichiamo.

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2 thoughts on “Cesar’s way

  1. Quest’ultimo è di gran lunga l’aspetto più interessante anche per gli umani: toccare con mano che è possibile modificare il pensiero e gli atteggiamenti senza rivangare inutilmente un passato difficile. Segue post con elenco dettagliato delle altre innumerevoli verità che gli umani dovrebbero imparare dagli animali?

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