La precritica

Come è noto a chiunque bazzichi con assiduità il mondo dell’arte in generale, é assolutamente possibile sapere come é un libro, un film, qualsiasi cosa anche semplicemente leggendo qualche cosa e/o assaggiandolo o, banalmente, guardando un trailer.
In fondo, raramente si sbaglia di grosso.
É vero che spesso i trailers ingannano perché ritagliati a misura del popolino e quindi tarati verso il basso.
Classici specchietti per le allodole che il marketing mette in basso per attrarre eventuali, molto ipotetiche masse (la crisi colpisce duro).
In una specie di Minority report applicato al cinema, ho visto il trailer del nuovo film di Allen, autore come é noto al quale sono morbosamente affezionato, e ho deciso che il film fa probabilmente schifo.
Mi sono anche creato una mia teoria etnico-cospirazionista.
Ossia che il nostro, così classicamente angloamericano post-protestante, funzioni malissimo quando viene nel Mediterraneo.
Già la deriva pericolosamente turistico-cartolinesca del suo recente cinema lo metteva a rischio.
Ma perlomeno a Parigi l’affinità culturale col suo mondo, ancor maggiormente evidente nella Londra di alcuni suoi recenti films, l’ha preservato dal bozzetto stantio e pieno di luoghi comuni.
Non è un caso che le sceneggiature dei film in questione funzionino meglio e che lui stesso abbia recentemente ammesso che in fondo sono luoghi con molte affinità con l’America colta che lui frequenta.
Sono più connaturate all’ambiente che le circonda e non vengono fagocitate dall’intento banalmente turistico del vecchietto in vacanza.
Nella conferenza stampa di presentazione di “To Rome with love”, in maniera molto naïf, il nostro ha ammesso che Roma é esotica per un americano e che lui conosce molto poco l’ambiente della sua vacanza.
Di fatto, sarà un caso, ma Woody ha fatto tanti film meravigliosi, qualcuno buono, qualcuno così così e tirato via per rispettare la routine one year-one film, ma solo una ciofeca devastante e imbarazzante : Vicky Cristina Barcellona.
E mi sa che qui siamo alla seconda.
C’è pure una nota “inficier”, Penelope Cruz, presente sguaiatamente in entrambe le operazioni.
La teoria dell’ inficier é affascinante ed é stata coniata da me e da un gruppo di amici.
In questa teoria viene sostenuto che esistono attori che “inficiano” con la loro presenza sistematicamente qualsiasi film e qualsiasi buona intenzione.
Due nomi tra i tanti sono sempre stati citati : Monica Bellucci e Julian Sands, protagonista attonito e memorabile del devastante e devastato “Boxing Helena”.
Ma anche la nostra Penelope scalpita per il podio.
A breve, come sempre ho fatto, andrò a vedere in prima il nuovo film dell’amatissimo Woody.
E, come un coroner, riferirò.

Advertisements

One thought on “La precritica

  1. Vero, verissimo. Secondo me la teoria dell’inficier farà storia.
    Nota personale: adoro “trailers” e “films”.
    Però la povera Penelope non è così inficier. In film come “Non ti muovere” l’ho trovata quasi perfetta.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s