Cosa conta davvero

Il mondo é davvero complesso e non finisce mai di stupire.
In genere l’umanità si divide tra chi vede un disegno dietro tutto questo e ostinatamente cerca i fili spezzati per poter dare un senso compiuto al vorticoso fiume di polvere e di rumore che già il Bardo aveva perfettamente delineato e chi invece vede il destino come un pazzo distruttore.
Io oscillo spesso tra queste due posizioni ma alla fine sono più propenso a credere alla banalità del male e alla casualità del tutto.
E proprio per questo non sono un nichilista.
Sembrerà strano ma più uno resta perplesso e colpito dalla follia del mondo e da quelli che un cristiano chiamerebbe i “falsi valori” (denaro in primis) più in realtà diventa attento a ciò che conta davvero perchè sa che tutto é davvero transeunte, davvero precario, davvero senza certezze di riscatto o di ricompensa.
In fondo siamo condannati ad essere ciò che siamo e in fondo siamo divisi in due categorie, in modo drammaticamente manicheo.
E questo, ho notato spesso, prescinde dalla nostra vita, dai nostri incontri, dal nostro vissuto.
È una specie di Rom ineliminabile, come se il “giudizio” su che persone siamo fosse già stato espresso e in fondo a noi non restasse che recitare la parte assegnata nel modo più dignitoso possibile.
Dicono che bisogna credere in qualcosa per andare avanti.
Io non penso che questo passi attraverso una religione organizzata per forza di cose, anzi.
Anzi spesso ho pensato che proprio il complesso iper dogmatico e iper descrittivo di qualsiasi religione fosse un forte ostacolo alla comprensione vera.
Personalmente io ho sempre creduto nell’amore e più precisamente nell’amore tra un uomo e una donna.
È una cosa tangibile ed é una esperienza che davvero forgia la vita di noi tutti e cambia in meglio le due persone.
L’amore ha tante forme, penso ad esempio all’amore di un animale per noi, ma questa resta la forma più alta e su questo mi sembra davvero razionale impostare la propria intera vita.

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4 thoughts on “Cosa conta davvero

  1. Riguardo alla Rom ineliminabile non riesco a darti torto, ma per buttarla in pasticceria “Se nasci Sacher non puoi diventare crostata ma puoi comunque cercare di essere la miglior crostata o la miglior Sacher possibile…” La questione della rom ineliminabile apre troppo facilmente la strada all’autogiustificazione. so che non è quello che intendi ma la responsabilità personale resta anche se nasci ciambella mal lievitata…

    • E infatti la questione della Rom é relativa più all’aspetto morale che al resto, perché la morale é pre-religiosa e sembra innata.
      Detto più banalmente sono completamente d’accordo sul fatto che il mondo é pieno di gente che si auto assolve quando invece dovrebbe correre, e molto, per sistemare i suoi bugs.
      Contemporaneamente però trovo che a livello di macrocategorie esistano persone che fondamentalmente “ci sono” e persone che invece no, in fondo con neanche tante sfumature.
      Si capiva abbastanza che era un post dedicato a te?

  2. Splendido il paragone culinario. Sono d’accordo su (quasi) tutto: l’unica annotazione che mi sento di fare è che mi sembra limitativo gerarchizzare la sfera affettiva. Trovo che l’amore come risposta al caos e all’inadeguatezza dell’esistente sia una sacrosanta verità. Esistono però tanti tipi di amore, non per forza tra uomo e donna. Senza essere banale e quindi asserire un’ovvietà dicendo che anche l’amore tra uomo e uomo o donna e donna è ugualmente dignitoso di un amore eterosessuale, esiste anche l’amore per i figli, che innalza l’essere umano e può dar senso a un’intera esistenza. Secondo me, ogni forma di amore se sincera può essere inclusa nel tuo ragionamento, senza bisogno di gerarchizzazioni o distinguo.

    • Beh sicuramente possiamo parlare di amore in senso lato (quindi anche per i figli, ovviamente etc etc).
      Volevo però essere specifico, proprio per evitare la generalizzazione alla “Love and peace” lennoniana.
      In definitiva il concetto era, ci sono poche cose che davvero sono concrete ed elevano l’uomo, se sane e ben condivise, e una di queste è l’amore “coniugale”.

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