L’esecuzione

Due note a margine della finale degli Europei.
Penso che nessuno si aspettasse una esecuzione come quella di ieri sera.
Questo dimostra che in Italia nessuno, in genere, ragiona su basi razionali ed obiettive, soprattutto quando c’è di mezzo il calcio.
Qualcuno dice che é il bello della nostra nazione…
Io continuo ad aver una grande ammirazione per Cesare Prandelli come uomo, rara avis in un mondo di cialtroni fastidiosi (alcuni anche nella sua nazionale).
Come allenatore però, al di là di alcuni indubbi e netti meriti, ha il difetto classico dei post sacchiani.
Spesso l’utopia lo confonde.
Tra i meriti metto il sapere dare una idea di gioco e una idea in generale a truppe anche umanamente soggette a troppe deviazioni verso il mediocre.
È tipico di certe brave persone che hanno anche un ottimo carattere, devono spesso fare gli straordinari anche per chi non capisce e nessuno glielo riconosce.
Ieri sera, con una squadra a pezzi fisicamente e chiaramente alla frutta, l’unica soluzione per evitare almeno la goleada era l’umiltà estrema del catenaccio intelligente.
Una variante, magari con qualche innesto sorprendente, della prima partita con la Spagna, dove il centrocampo più folto numericamente e un atteggiamento meno spavaldo ed ottimista aveva ottimamente imbrigliato chi era ed é nettamente superiore.
Paradossalmente invece l’onda dell’entusiasmo ha fatto sì che il buon Cesare si sia fidato dei suoi eroi (e qui ha sbagliato, doveva capire e mettere gente fresca e nuova) e si sia fidato troppo anche dell’idea sacchiana di imporre il gioco comunque.
Quando il gap è così grande e lo è anche fisicamente le uniche speranze che hai, come insegna Mourinho, le devi riporre nel difensivismo feroce e nelle ripartenze, se proprio non vuoi chiamarle contropiedi…
Poi puoi perdere lo stesso ma almeno ti sei dato una chance.
Prendere due gol in contropiede é un paradosso che la dice lunga su come é stata impostata questa partita.
Per il resto è evidente che la Spagna resterà nella storia, e non solo a partire da ieri sera, e comunque l’unica che ci è andata vicina ad eliminarla è stata il Portogallo, palleggio e possesso palla esasperati uniti a ferocia difensiva post mourinhiana.
Più che dire grazie ragazzi, io dico grazie Cesare.
È raro trovare un gentiluomo di questo stampo nel nostro paese e personalmente il fatto che sia il CT, e non lo sia uno come Lippi, per dirne una, mi ripaga completamente delle pseudoamarezze sportive.
Se poi ha imparato qualcosa dalla batosta di ieri sera, magari…

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