Looking for Ridley

Non si vive di sola Inghilterra.
Esiste anche la Francia per questo, un altro grande paese.
Almeno l’assunto vale per gente come noi che va in vacanza, ad esempio, nelle Cotswolds (what?).
Temo una stretta minoranza.
E va benissimo così.
Siamo in Provenza da qualche giorno e capiamo perché molta noblesse inglese e non, e non mi riferisco al censo, ha scelto questo luogo come luogo d’elezione dell’anima, dove favoleggiare per tutta una vita un buen retiro che pochi hanno davvero realizzato, un posto antico e magnifico come la countryside inglese ma più dolce, meno verde, mediterraneo, con un clima migliore (e ci vuole davvero poco) e una certa joie de vivre chic che tuttora manca in terra d’Albione.
Al meglio, solo la Toscana e il Chiantishire, come é stato subito ribattezzato dai locals, possono reggere il confronto.
Tra i pochi che l’hanno davvero realizzato, il sogno, Peter Mayle, lo scrittore inglese diventato ormai famoso in tutto il mondo per la sua ossessione per la Provenza (il Luberon e la Vaucluse in particolare) e assurto decisamente agli onori di tutti scrivendo quel ” A good year ” diventato ben presto un delizioso film di Ridley Scott (alquanto atipico peraltro come film di Ridley Scott) con Russell Crowe e Marion Cotillard.
Ma d’altronde anche Ridley é rimasto folgorato dalla combinazione letale di arte, cittadine medievali arroccate (i villages perchés), campi di lavanda (non ora a estate finita, dommage), campagna dolce e sensazionale, case (i mas, le bastides) di bellezza assoluta dove vieni accolto come a casa tua (le chambres d’hôtes migliori non hanno nulla dell’albergo impersonale), cibo meraviglioso e cultura del vino (i migliori vigneti di Francia, quindi del mondo, per km e km a perdifiato).
Ridley ha un mas a circa 1 km da dove siamo in questo momento ma ho resistito alla tentazione dello stargazing agreste.
Troppe le cose da vedere in alternativa.
Anche solo qui vicino Oppede le Vieux, uno dei posti più sottovalutati di Francia, una città fortezza in rovina di una bellezza e di un fascino quasi diabolici.
In compenso oggi giro a Chateau La Canorgue dove é stato girato il film del buon Ridley.
Un posto meraviglioso ma rigorosamente blindato ai numerosi curiosi.
Si entra e si entra solo per assaggiare e comprare vino, uno dei migliori vini del mondo (come ho fatto io rigorosamente), ma si resta fuori dal set del film, ossia il castello e i suoi giardini, che si possono solo intuire, dopo mesi di delirante assalto di Hollywood buffs di tutto il mondo, come mi ha sottovoce detto la castellana.
La Provenza é la Francia al suo meglio, l’eterna nostalgia per una vera alternativa di vita, perchè qui non si ha la sensazione di fare i turisti ma si ha la sensazione, ovviamente fasulla, di scoprire per primi un gioiello che si vorrebbe riscoprire vivendoci.
E invece, quelle surprise, é una delle mete del turismo d’élite da sempre.
Gordes, Bonnieux, Lourmarin, Menerbes, Roussillon…e mille altri : una litania di posti senza tempo e magici.

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