Apocalitaly now

Come sempre, vista da fuori e al rientro da un viaggio, l’Italia sembra ancora più disperante di quanto già non sembri on site.
La refrattarietà del sistema complessivo sociale e in particolare politico, al cambiamento vero e all’adeguamento al minimo livello qualitativo generale, almeno occidentale, sembra invincibile.
Per questo ho sempre pensato ad una tara etnica che peraltro non è peculiare della sola Italia ma che qui raggiunge vette inarrivabili ed ha la continuità e la demente pervicacia di un cancro inestirpabile.
È vero che il mondo è nel pieno di una crisi sistemica a tutti i livelli e quindi è in una fase di cambiamento totale.
Sia nel bene che nel male.
Questo mette la inossidabile e monadica navicella italica a forte rischio tenuta ma il vizio di fondo resta, apparentemente.
Nel giro di pochi giorni è caduto anticipatamente il governo Monti realizzando la facile profezia del governo d’emergenza inficiato dal bug di un supporto dato da un infido parlamento composto in gran parte da impresentabili con ben altri interessi da curare rispetto al paese.
Renzi ha perso la sua battaglia con Bersani.
Devo dire che è stata una bella battaglia, la migliore che io ricordi da quando ho la sfortuna di essere cittadino di questo paese.
La qualità dell’uomo è venuta fuori anche e soprattutto nel momento della sconfitta, con certi accenti di umanità e parole nuove che fanno pensare ad una grande occasione perduta, l’ennesima.
Noi siamo il paese sempre in ritardo (Renzi come Blair ma vent’anni dopo) e il paese delle finte riforme (b dopo Thatcher ma vent’anni dopo e senza neanche l’autenticitá della iron lady).
Il tutto condito dal veleno del l’ideologia e del tifo che oscurano le menti e fanno votare i peggiori solo perché sono i “nostri”.
Infatti perfino adesso si straparla di comunismo con almeno trent’anni di colpevole ritardo.
Anche mentale.
Come detto altrimenti non è affatto tempo di usati sicuri, se c’è un paese che ha un disperato bisogno di rivoluzioni vere, culturali soprattutto, è questo e temo fortemente, anzi sono certo, che la cura Bersani plus terzo polo democristianamente alleato (fino alla prossima giravolta) sia drammaticamente inadeguata al compito.
Altro che contentino generazionale ai “renziani”.
Nella migliore delle ipotesi sarebbe una faticosissima gestione dell’esistente, apprezzabile solo in contrapposizione ad un ventennio alle spalle che é stato un incubo e una discesa agli inferi costante.
Personalmente non credo alla discesa in campo diretta di Monti che mi sembra inevitabilmente proiettato al Quirinale.
Incredibilmente ma non sorprendentemente, vista la patologica assenza di pudore del personaggio, siamo ancora qui a parlare di nuove discese in campo.
Penso che il “loro” (non riesco a dire nostro, anche solo nel senso di concittadino) non meriti neanche un commento, se non quello già abbastanza fiorito che ho potuto constatare anche all’estero.
Pensare che il combinato dei vecchi alleati pdl-lega etc possa, come sembra, raggiungere una percentuale elettiva intorno al 15-20% é la prova scientifica del male italiano e della sua incapacità assoluta di comprendere e/o di riformarsi entrando, sempre troppo tardi, nella modernità.
Di fronte a questi numeri la mente vacilla, siamo nella complicità interessata o nella psichiatria, tertium non datur.
Grillo, prevedibilmente, sta soffrendo la pressione disumana alla quale è personalmente sottoposto.
La crisi di nervi è sempre dietro l’angolo e senz’altro il sistema velenoso che lo circonda non lesina le armi, soprattutto mediatiche, per depotenziarlo.
Il buon Casaleggio mi sembra caratterialmente più attrezzato e protetto a dovere dalla auto imposta assenza da ogni tipo di ribalta o schermo.
Penso che l’uscita dai gangheri sulla democrazia interna sia un errore perché equivocabile e facilmente manipolabile, come si è visto immediatamente.
Personalmente ritengo che Grillo sia in assoluta buona fede e che anche quest’ultimo video lo dimostri, la reazione di un puro di fronte alla sproporzione di trattamento e alla ingiustizia della mancanza di riconoscenza e di senso delle proporzioni anche degli interni.
Ma è un errore reagire così e penso che anche lui lo abbia capito.
Il M5S è uno dei pochissimi portatori di idee sensate e moderne in un mondo che vive e prospera in un violento Medioevo burocratico e clientelare.
Proprio per questo, per la sua alterità antropologica ad un sistema marcio, temo che sia condannato all’irrilevanza, nonostante le sue previste performances elettorali, perché la verità è che tutto il sistema dovrebbe essere irrorato dai medesimi “fondamentali”.
Essendo invece una parte del sistema che propugna queste idee e le propugna in assoluta solitudine, anche di coalizione, per motivi anche condivisibili, l’effetto alla fine potrebbe essere minore del semplice risultato numerico.
A breve sapremo.

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