Struck n. 2

Lo so…è verboso, è algido, è intellettualistico.
Come se fossero difetti.
Ho sempre amato Cronenberg fin dai primi, potentissimi, film orrorifici.
Uno dei pochi filmmaker di questi decenni ad avere uno sguardo riconoscibile, un imprinting magico sospeso in quell’atmosfera perenne di suspence cerebrale che hanno sempre i suoi films, impregnati da un senso di imminente tragedia che è il trucco del grande cinema.
Ho amato molto quel capolavoro disturbante (l’aggettivo più frequente nelle critiche su Cronenberg) che era Videodrome.
E ho sempre trovato interessanti, enormemente affascinanti tutti i suoi…incubi.
Ora Cronenberg sa che l’orrore non ha bisogno di grandi messinscene.
Basta il suo consueto sguardo da entomologo sulla realtà raggelante che ci circonda.
Cosmopolis è Il primo film profetico sulla fine del capitalismo, almeno nella forma in cui lo conosciamo.
Sulle rivolte prossime venture, sulla distanza tra il software, il numero e l’asimmetrico per eccellenza, l’uomo.
Un viaggio di progressiva spoliazione, in limousine, indietro nel tempo e fino alla fine, negli inferi di Hell’s Kitchen.
“The horror, the horror”, si diceva in Cuore di tenebra.
E alla fine, come Brando in Apocalypse now (una co-produzione Coppola-Conrad, se me la passate), Paul Giamatti in una delle scene più folgoranti degli ultimi tempi.
Solo un grande attore alla fine del viaggio.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s