Servizio pubblico ?

“ Do not argue with an idiot they drag you down to their level and beat you with experience.”

” Don’t try to con a con “.

” Never argue with a fool; onlookers may not be able to tell the difference “.

Non avevo molta voglia, lo confesso, di occuparmi di quella trasmissione un po’ squalliduccia e cabarettistica passata Giovedì.
Vedo spesso Santoro e pur non ritenendolo né un mediocre né un fenomeno, ero quasi certo che questa puntata con b sarebbe stata la più deludente del lotto.
E così é stato, inevitabilmente.
Non era difficile prevedere che si sarebbe sorvolato sulle vere issues, con gran gioia di tutti gli italioti, per soffermarsi su quello che davvero interessa questo squallido paese : la rissa, il tifo becero, la superficialità e così via.
In questo ambiente era ovvio presumere che il livello sarebbe crollato sotto i tacchi privilegiando i peggiori.
Di fronte alla più grande macchina lanciapalle di tutti i tempi, come l’ha definita Travaglio, di fronte anche alla sovrumana irriducibilitá di una persona (persona?) alla realtà e quindi alla sua assoluta, adamantina amoralità, davvero l’unica risposta possibile sarebbe stata una trasmissione di stampo anglosassone, di fact checking duro e implacabile senza nessuna concessione all’audience né alle narrazioni inutilmente articolate e fumose.
Fin dall’inizio invece si è capito che Santoro aveva scelto nettamente lo spettacolone trash ammiccante, anche per motivi inconfessabili, e da qui tutto è derivato.
Altrove l’idea stessa di dare palcoscenici a gente del genere sarebbe apparso bizzarro e impopolare.
Si è visto con plasticità uno dei problemi di questo paese che in tutte le strutture portanti manca di solidità : la mancanza di un giornalismo davvero determinato e alternativo al potere.
L’Italia negli ultimi venti trent’anni é letteralmente morta nel fango della sua mentalità e della sua feroce inclinazione per il peggio e per il teatro vuoto e cinico.
E quindi nessuna sorpresa che invece di privilegiare l’etica, la serietá e un minimo di decenza e coerenza, ha prevalso il guitto amorale e furbo, specchio assolutamente perfetto della mediocrità cosmica di questo paese senza cultura, senza memoria e senza morale.
È chiaro all’universo mondo, Italia esclusa, che b non merita neanche di essere considerato seriamente se non come pericolo che andava controllato e rimosso anni fa impedendogli di fare danni.
È perfino ovvio rimarcare che un sistema di contro poteri onesto intellettualmente (e non solo) nonché una popolazione salita al rango di “opinione pubblica” non avrebbe mai permesso neanche il minimo sgarro al buon senso, all’etica della cosa pubblica, alla decenza, alla verità.
Così come accade, più o meno bene, in tutte le democrazie occidentali mature.
Ma la mancanza di regole e il totale, immane appeasement della italianità al soldo e al potente hanno fatto il resto.
Vent’anni di terrificante salto nel buio hanno letteralmente fatto a pezzi, culturalmente, politicamente ed economicamente un paese che nei fondamentali era già disastrato molto e di suo.
Sono sicuro che oggi chi venisse in Italia, magari dopo anni di lontananza, troverebbe un paese inquietante nel suo cinismo, nella sua ignoranza e nei suoi meccanismi cerebrolesi incomprensibili oltre confine.
Se mi passate il paragone, una infinita riunione di condominio dove i peggiori di solito prendono sempre la parola e urlando si schierano aprioristicamente per tesi preconcette e preconfezionate da altri.
Kakistocrazia nella sua forma migliore.
La scena simbolo di giovedì è stata quella specchio-specchio conclusa con la frase di b “chi lo dice sa di esserlo”.
Penso che sia veramente criminale aver permesso che il dibattito pubblico e politico sia arrivato a questi livelli di infame regressione e che la colpa sia di gran parte degli italiani.
Penso che il senso di alteritá della maggior parte delle persone sensate che hanno avuto la sfortuna di nascere qui abbia toccato un altro apice.
Chi scommette sul peggio in questo paese non sbaglia mai, e da sempre.
Lo scenario delle prossime elezioni vede un Pd in ribasso e quindi una riduzione delle speranze di governare questo paese.
Un Pd che ha scelto Bersani, l’usato sicuro, mandando in un angolo anche solo una ipotesi di cambiamento che era Renzi, un Renzi che da sconfitto secondo me ha dato lezioni continue di coerenza e buona fede intelligente all’intera politica politicante italica.
Un Pdl (nessun cambio di nome, allora? Strano nel paese dei trasformisti e dei nomi nuovi) prevedibilmente e grottescamente in ascesa (l’eterna controriforma) e che avrà come unico obiettivo, oltre alla coltivazione dei propri interessi, comme d’habitude, la continua e inesorabile uccisione delle iniziative di governo al Senato e quindi la sempre agognata condizione di “campagna elettorale permanente” che è il miglior serbatoio di vita per chi pensa solo a una sana vita felice all’interno del Truman Show romano.
La Lega è rientrata all’ovile perdendo nuovamente, come sempre, ogni dignità (frase che pronuncio in questo caso cercando di non ridere).
Questo è lo scenario delle forze che hanno paralizzato gli ultimi vent’anni, chi attivamente, chi partecipando al banchetto, chi dimenticando tutto per i propri interessi, sia per stupidità che per complicità.
Tra le forze “nuove” il Centro montiano.
Non ho mai capito la scelta di Monti ma se la scelta fosse stata fatta in nome di una impresa, ossia riscoprire la dignità della politica, “insegnare” appunto, da buon professore, all’Italietta una nuova morale eliminando un partito impresentabile e proponendosi come alternativa alla socialdemocrazia, come capita ovunque, la missione avrebbe perfino avuto un senso anche se con pochissime probabilità di riuscita.
L’imbarcare invece chiunque oltre al fatto di farsi inevitabilmente schiacciare dalle solite vipere sul meccanismo stantio tifoideo destra-sinistra lo ha subito messo in affanno oltre a erodere, penso per un lungo periodo, una già non straripante popolarità.
D’altronde resto perplesso di fronte all’ottimismo kamikaze di uno che pensa di poter incidere basandosi sul cambio di rotta totale.
Uno come Monti in Italia sarà sempre affare per una élite pensante ultra minoritaria e mi meraviglio di questa ottimistica salita in campo.
Oltretutto é stato facile oltre che prevedibile fare il giochino puerile e smemorato di attribuirgli ogni colpa per la crisi economica.
Il giochino era ridicolo e incredibilmente miope sul passato ma proprio per questo non poteva che funzionare in questo patetico paese.
Il M5S, portatore sano delle istanze di base di funzionamento minimo di una democrazia decente valide e scontate ovunque salvo qui, è già oggetto di un bombardamento di demolizione e di abbassamento al livello (l’eterno : ma anche loro… che ignora qualità e quantità, vecchio vizio guelfo ghibellino), fino al boicottaggio esplicito e allo scandalo eterno delle liste civetta, monumento al cancro italiano, la furbizia.
Se ci pensate, rispetto solo a 6 mesi fa, tutti i possibili germogli di speranza stanno sfiorendo inesorabilmente, con la fattiva complicità di un paese al quale andrebbe fatto un test culturale e psico attitudinale pre-voto.
Il paese del sole evocato sinistramente da Santoro a inizio puntata ha subito rivelato la sua faccetta feroce e insensata.
Solo qui peraltro è stato possibile digerire una quantità infinita di panzane spudorate tra cui, ottima ultima, quella di chi ha dichiarato pubblicamente che bisognava cambiare tutto e che per questo scendeva di nuovo in campo (dopo vent’anni di occupazione militare della scena).
Una delle tante affermazioni per le quali sarebbe stato seppellito dalle risate ovunque.
E una professione di gattopardismo sublime.
Ma le parole non contano e la strage del senso e della verità qui tocca vette inenarrabili.
Il tutto condito dalla insistita, bambinesca vanagloriosa spocchia che è il marchio del demente e che ultimamente ha toccato livelli e partorito frasi che sinceramente non credevo possibili al di fuori delle strutture sanitarie appositamente preposte al compito.
Essere pessimisti qui è purtroppo un obbligo di servizio per l’intelligenza e una forma preventiva di profilassi per organi vitali.
Ma alla lunga uccide la speranza e riduce una delle funzioni chiave di una società ad eterno chiacchiericcio insultante ed inconcludente, specchio malato di una società perduta, esattamente come il calcio e, se ci pensate, è proprio questo che caratterizza maggiormente il finto belpaese rispetto al resto d’Europa.

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