La medaglietta

Nella fottuta blogosfera si aggirano strani tipi.
La differenza tra realtà e propria rappresentazione mentale spesso è uno iato troppo profondo da superare.
Quella discrasia spesso ha effetti benefici, inutile negarlo.
Non avete mai notato come certe persone passano indenni attraverso bufere spaventose grazie alla loro forza di reazione e volontà e altre crollano al primo scossone?
La rappresentazione mentale fa tutto.
La realtà cambia a seconda di come la si vede, le stesse persone di fronte agli stessi eventi hanno reazioni opposte.
Ironicamente anche l’assenza di rappresentazione mentale gioca a favore: i cerebrolesi, categoria molto diffusa, gli amorali, o meglio ancora, la letale combinazione dei due, ottiene lo stesso risultato senza mettersi alla prova, così, naturalmente.
Aprire un blog rappresenta sempre una concessione al proprio narcisismo, somehow, ma il super-Io ad un certo punto deve dare prova di esistere (Freud non può essersi sbagliato) e trovare le vie giuste per ammorbare il prossimo online, con grazia.
Internet, come tutte le rivoluzioni, ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi.
Personalmente la mia regola principe è stata : blog giornalistico, parlare di fatti e cose che possano interessare tutti (in primis a me, cà va sans dire), niente drammatici diari di bordo adolescenziali o dettagliatissime rappresentazioni della propria vita, così sicuramente interessante.
L’avrei fatto anche a counter zero lettori perchè una delle mie perversioni è il piacere di scrivere.
Trasgredisco peraltro immediatamente questa regoletta e vi racconto un fatto mio, oltremodo increscioso.
A dimostrazione della mia buona fede e soprattutto del fatto che ucciderei per una buona battuta, come molti.
Gli aneddoti riferiti al periodo di servizio militare, come questo, soggiaciono alla regola non scritta delle favole e delle leggende : bisogna crederci di default anche se sembrano assurdi.
Le privazioni, la cattività, il delirante coacervo italico di burocrazia ed eterno fascismo imperante portano sicuramente ad allucinazioni.
Fatto sta che uno dei miei migliori amici dell’epoca (resistito tuttora nel novero, non amplissimo, dei miei amici di elezione) sostiene, con forza, di avermi svegliato un giorno da un disperato sonnellino post prandiale mentre scandivo nel sonno queste precise parole : “Sono bellissimo e gioco benissimo a tennis”.
Ho rifiutato per anni questa deriva da ego grande come Minneapolis.
Il mio super Io rifiutava di accettare un Es così imbarazzante.
Peraltro, a mente fredda, la realtà mi diceva chiaramente che la grottesca diade di presunte qualità ineccepibili faceva acqua da più punti.
Ero un discreto giocatorino alla Panatta, un Panatta in acido che giocava la Coppa Italia ma con alterne fortune, dovute ad un braccio intermittente e ad un sistema nervoso a dir poco bislacco, oscillante tra esaltazioni agonistiche esibizionistiche folli e crack psicologici da competizione.
Ma in quel periodo oscuro e demente della mia vita, innestato in una specie di resort per imboscati (pur non essendolo), davo lezioni di tennis alla figlia del capitano (di leggendaria bruttezza) e quindi è lecito, forse, il delirio fantasmatico-onirico.
Sulla bellezza, poi, inutile negare che me ne sono sempre ampiamente infischiato (la forza dei brutti), contando fiducioso sul fatto che le donne, in ogni caso, amano altre cose, o almeno anche su questo punto ce la danno a bere meravigliosamente bene.
L’orgoglio è quindi constatare che il mio momento medaglietta ho avuto la buona creanza di esibirlo dormendo e se non fosse stato per quell’amico carogna, sarebbe passato anche simpaticamente ma inesorabilmente sotto silenzio, come meritava ampiamente.
In “Sam” Woody nella prima parte del testo e del film “prepara” l’appartamento per l’arrivo di una qualsiasi ragazza procurata dai suoi amici per far colpo.
Quindi getta qua e là libri a sproposito per “suggerire” delicatamente di essere un intellettuale (oggi sarebbe controproducente : o tempora…) e poi, preso dalla disperazione, in un’ultima feroce scena estrae la medaglietta dei 100 mt.
Dedico questa foto meravigliosa (di un film amato alla follia) a tutti i bloggers che sono caduti in tentazione, quorum ego, magari, un domani.

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One thought on “La medaglietta

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