Censimento

Queste elezioni, per molti versi memorabili, erano perfette per fare il vero censimento su quel popolino becero e buffo che è in gran parte quello italiano.
Direi che la fotografia è nitida e, per quanto mi riguarda, non particolarmente sorprendente.
M5S è il vero vincitore delle elezioni e con le proporzioni di slavina che mi aspettavo.
Rappresenta in gran parte la giusta ed alquanto tardiva reazione di un popolo esasperato e costantemente preso in giro da una classe dirigente, soprattutto politica, di rara inamovibilitá, cialtronaggine e, spesso, delinquenza, specchio perfetto dei mali dell’intero paese.
Esiste quindi un 20-30% di italiani (in crescita) che è sinceramente stufo di delegare a gente che sarebbe impresentabile ovunque e vuole subito quello che è il minimo avere non accettando più regole e prassi inaccettabili.
Un 20-30% di gente sinceramente indignata moralmente.
Però.
Dice cose “di base” assolutamente normali in qualsiasi paese europeo e viene visto come un movimento marziano, il che la dice lunga sul grado di cultura democratica del nostro sistema.
Ha grande passionalità ed idealità e questo gonfia il vento nelle vele, rappresenta una alternativa reale (forse l’unica) alla perenne stasi.
La sua forza elettorale rappresenta alla perfezione il cumulo di errori e di cose non fatte, in cambiamenti ed uomini, soprattutto nel centrosinistra (vedi le epocali frasi di Fassino che ora suonano davvero “sinistre”).
Tutti pensano, a ragione, che un Renzi, avrebbe moderato il fenomeno facendo le cose che andavano fatte anni fa (Renzi infatti non li ha mai demonizzati e ha riconosciuto che gran parte delle loro issues sono reali, sacrosante e ormai scadutissime).
L’insistenza grillina sulla diversità di cultura, di linguaggio e di liturgie è perfino ovvia e molto sottovalutata in questo paese duro di cervice.
Le ingenuità sono legate soprattutto al provincialismo di chi non capisce che le relazioni internazionali contano, i trattati contano, l’Europa non è una opzione ma l’unica opzione e che pensare ad un referendum (democratico, by the way) per queste cose vuol dire lasciare decidere ad un popolino che vota compulsivamente gente come b cose oggettivamente troppo importanti e complesse per essere lasciate in mano alla casalinga di Voghera.
Il PD riesce “classicamente” nell’impresa di perdere le elezioni pur tecnicamente vincendole.
Il suo 30% scarso rappresenta una classe di gente normale, socialdemocratica in grandissima parte, abbastanza conservatrice e vecchia per premiare uno come Bersani alle primarie.
Al di là degli oggettivi ed eterni errori di marketing, una mentalità troppo arroccata.
Vecchio e lento, culturalmente pigro: ecco uno dei problemi di base del paese, anche da questa parte del guado.
PDL/Lega al 30%. Anch’io non pensavo così tanto ma almeno al 25% lo davo per certo.
Col dato, incomprensibile ai più, della Lombardia rivinta dopo mille scandali e dopo infiniti anni di governo.
Come detto altre volte pensare in negativo di questo paese è semplice realismo e non delude mai.
Adesso sappiamo con esattezza quello che abbiamo sempre sospettato : esiste un italiano su quattro, refrattario ai fatti, alle informazioni, all’intelligenza direi ed ai motivi per cui si vota o meno in un senso o nell’altro.
Come peraltro si fa normalmente, senza paraocchi ideologici o di becero tifo, in qualsiasi parte dell’Occidente avanzato.
E dove infatti é normale riscontrare variazioni di voto anche di proporzioni massicce.
Tutte le indagini sociologiche hanno ampiamente spiegato che il voto per b e compari cresce in maniera inversamente proporzionale al titolo di studio, al cosmopolitismo, al censo, all’accesso alle informazioni alternative alla tv generalista, alla giovinezza e così via.
E questa curva è matematica.
La vergogna anche nel rivelare ai sondaggisti il voto è significativo dell’inferiority complex di gente biliosa ma conscia di avere meno da dire di “presentabile”.
In genere ognuno di noi ha horror stories su discorsi “scoperti” fatti con gente che rivela il voto alla destra insensata, illiberale ed antidemocratica che abbiamo solo noi, che soprattutto solo noi confondiamo con il voto conservatore moderato.
Di solito le risposte più statisticamente diffuse hanno a che fare col tifo ideologico, “religioso” irriflesso (i comunisti mai, sennò chi votare…e così via), e nella migliore delle ipotesi, danno una idea di gente tragicamente confusa sui meccanismi della democrazia e legata a modi di pensare già stantii nel dopoguerra, profondamente disinformata, semplicistica o, peggio, complice nella stessa mentalità.
Qualsiasi cosa succeda e senza nessun rispetto per qualsiasi scala di valori, tiferó sempre Milan.
Psicopatia pura.
Unica nota di speranza : hanno perso 6 milioni di voti in poco tempo e solo la propaganda spudorata che li contraddistingue ha negato questa evidenza.
Monti al 10%, contrariamente alla vulgata comune, a me sembra un risultato ragguardevole.
Mi sembra che il suo l’abbia fatto, nei tempi brevissimi di allestimento dell’impresa (che secondo me gli hanno chiesto come favore, contro la sua volontà, per tentare di regalare finalmente all’Italia un partito conservatore vero ed europeo) e che la percentuale di persone che apprezza serietà, competenza e sobrietà anglosassone da “civil servant” sia, al massimo, 1 su 10.
Sempre pensato che fosse altamente impopolare, proprio come figura antropologica di riferimento, in un paese di cialtroni : puntualmente avvenuto.
Breve postilla sugli esclusi.
Solo da noi chi cerca giustizia viene tacciato di giustizialismo (Ingroia, Di Pietro…quest’ultimo poi unico ad avere fatto le cose “di base” oggi del M5S in splendida solitudine per anni), chi cambia idea anche per motivi giusti un traditore (Fini : con tutti gli anni di appeasement e interesse legati al satrapo ha poi finito con l’andare contro i suoi interessi, nello stupore “antropologico” dell’entourage forzaleghista), un vero competente distrutto subito (Giannino, grazie ad errori suoi peraltro) e via vaneggiando.
Dopo questi vent’anni, fantascientifico fare peggio, quindi mi aspetto, come minimo, un Parlamento migliore.
Il futuro ? Nelle mani di Giove.
E i mercati che sono profondamente atei e sospettosi sembrano già averlo capito.

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