Il segreto dei suoi occhi

Ci sono dei film che se per caso capita di rivedere sono talmente grandi e talmente irresistibili che vieni tirato dentro a forza.
A questo film ho accennato molti posts fa ed è un piacere adesso dedicargli uno spazio tutto suo, dopo averlo appena rivisto.
A dimostrazione che ormai le cose migliori, soprattutto sul grande schermo, avvengono al di fuori degli States, il film è argentino.
Mai avrei pensato in altri tempi di dedicare attenzione ad un film extraoccidentale, ma l’Oscar al miglior film straniero 2010 ed un paio di recensioni estremamente estatiche di critici che stimo mi avevano spinto alla visione.
Da allora non faccio che consigliarlo a tutti e lo colloco, di prepotenza, tra i 5-10 film indimenticabili che valgono una vita intera.
Difficilmente vi capiterà negli anni di trovare un film così raffinato, così profondo, così multistrato e così vicino alla verità delle cose, soprattutto alla verità della vita, intesa come amore e desideri contrapposti ai giorni matti e disperati del lavoro, delle mille paure e preoccupazioni di qualsiasi vita vissuta fino in fondo.
Non posso dire molto della storia, sia perchè non è mio costume (basta Imdb o Wikipedia) sia perchè si rischia spesso e volentieri lo spoiler, soprattutto in un film come questo.
E’ la storia di una indagine di polizia che non finisce mai ma è anche la storia di due persone che si amano senza che riescano mai ad incontrarsi per davvero, nella realtà, ed è anche la storia delle passioni che muovono ognuno di noi (in una delle tante scene memorabili il protagonista comincia a capire il mistero perchè il suo collega ed amico lo fa ragionare “lateralmente” sulle passioni specifiche di ogni persona, come indizio).
Il meccanismo del noir è al servizio di ben altre verità, in un intreccio di temi e di atmosfere che è rarissimo trovare nei film monodimensionali di oggi e che è difficilissimo trovare realizzato così alla perfezione.
Non pensiate che stiamo parlando di un film esoterico da criptointellettuali, stiamo parlando di un folgorante capolavoro che ha una tale potenza ed una tale profondità di analisi e di sceneggiatura che vi toglierà il respiro per le due ore abbondanti che dura.
La storia d’amore che viene raccontata è, a mio avviso, una delle più straordinarie e precise che siano mai state raccontate, grazie anche alla strepitosa bravura di due attori che, negli USA, sarebbero assurti al livello di fenomeni che meritano : Ricardo Darin e Soledad Villamil.
Mai vista una tale finezza di interpretazione, mai vista tanta verità al cinema, una sequenza di scene che vi resteranno impresse nel cervello a vita che rendono questo film e il suo regista leggendari all’istante.
L’autore del libro da cui è stato tratto il film, l’ottimo Sacheri, contribuisce alla sceneggiatura ma il film, a detta di persone di cui mi fido, è molto, molto superiore al libro, peraltro di ottimo livello.
Il marchio di fabbrica dello stato di grazia, un pò come il classico caso di “Shining” insegna.
Vi ritroverete a valutare la forza di una semplice lettera di differenza, la “A”, quella mancante nella gag ricorrente della macchina da scrivere difettosa, simbolo della realtà prosaica a confronto della realtà vera e decisiva, quella dell’amore, la differenza tra “temo” (ho paura : la vita fa paura) e “te amo”.
Vi ritroverete ad esplorare i simbolismi porta aperta-porta chiusa, nelle scene del tribunale dove i due protagonisti lavorano, dove la porta aperta è l’entrata nel mondo con le sue paure, crudeltà, difficoltà e con i suoi frenetici e sterili strepiti e la porta chiusa è la porta del silenzio e del raggiungimento della verità nell’amore.
Dopo una serie di scene “realmente” romantiche (quindi non sdolcinate ma vere) e una mezz’ora finale di rara grandezza ed impatto, il film si chiude proprio su una porta che si chiude e quindi sull’inizio della nuova vita dei due protagonisti, finalmente aperti all’incontro : arrivati a questa scena avrete sicuramente le lacrime agli occhi e comincerete ossessivamente a consigliare questo stratosferico gioiello a tutti quelli che vi capiteranno a tiro.
Fatevi un regalo, guardate questo film inesorabilmente perfetto.

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8 thoughts on “Il segreto dei suoi occhi

  1. Come tutti i capolavori, un film che ad ogni visione si arricchisce di dettagli che erano inizialmente sfuggiti. Un raro esempio in cui il film ha un impatto emotivo e narrativo più intenso del libro da cui è tratto. Da vedere assolutamente!

    • Altra chicca scoperta da un blog…vale sempre la pena di rivederlo per nuovi dettagli…
      Un’opera veramente monumentale

      “Dal punto di vista dei dettagli magistrale è ad esempio la doppia-scena che ha luogo nell’ufficio di Irene la prima volta all’inizio del film e poi di nuovo alla fine basata sullo stesso scambio di battute, ma che si conclude in 2 modi ben differenti. Delicatissimo e intelligentissimo è stato mettere sulla scrivania un vaso che nella prima scena contiene una sola rosa rossa, mentre nella seconda ne contiene 2 e descrive visivamente la seconda possibilità che questo incontro rappresenta per i protagonisti.” (Da http://reviews.archive.forumfree.it/?t=62440380)

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