Letta, Escher e me

Nonostante il diffondersi delle teorie di cospirazione più fantasiose e la derubricazione a gossip di qualsiasi cosa, soprattutto politica, la famosa gente sembra davvero ignorare nel profondo i meccanismi del potere e la struttura naturale e facilmente riscontrabile dell’esercizio dello stesso.
I social networks sono una ottima metafora dell’assunto.
Il mondo è fatto di reti e relazioni (“Six degrees of separation” é stato un primo, ottimo saggio sull’argomento) e il mondo è ovviamente dominato dal primato economico.
Mettiamo insieme le due cose, anche in una fase puramente logica e prima di ogni verifica su testi e documenti, e capiamo al volo che l’elitismo é inevitabile e la ricchezza nonchè le vere decisioni, così come la rete di conoscenze e relazioni che la accompagna e la coltiva, restano e resteranno sempre un affare per pochi.
Inevitabile quindi la collisione con la democrazia così come la intende il benpensante (in senso etimologico) medio ed inevitabile anche la dissimulazione e la segretezza che sia la natura del gioco che il gioco delle parti inesorabilmente crea.
Da qui alla manovra su sistemi complessi il passo è breve.
Resto sempre quindi basito quando, soprattutto in Italia, la gente oscilla nevroticamente tra un fideismo sinceramente imbarazzante (da gregge senza speranza, direi) e una dietrologia gossipara superficiale e poco seria che è strettamente funzionale al gioco dei potenti.
L’uso dei media è chiaramente decisivo in questo contesto e il conflitto di interessi mi sembra ormai tratto permanente delle oligarchie mascherate che convenzionalmente chiamiamo democrazie ma che mai come in questi ultimi venti, trent’anni non lo sono affatto nei gangli vitali.
Da tempo é finita l’epoca romantica delle democrazie classiche e delle loro idealità.
Si va sempre più scopertamente e senza infingimenti verso una forma di dirigismo con contorno sociale, foraggiato da media sempre più orwelliani, in nome di una maggiore efficienza.
Vendere una parte di verità per far passare un disegno più ampio é una delle forme più raffinate di manipolazione.
Oggi non serve neanche più la censura e solo personaggetti nostrani di mentalità imbarazzante nella loro vecchiezza postbellica possono seriamente pensare ad editti bulgari o simili, quando scappa la frizione come in un riflesso pavloviano che ricorda il personaggio immortale di Sellers nel Dr. Stranamore.
Non ce n’è bisogno. Davvero.
Ora, ad esempio, è tempo di pacificazione in questa penisola derelitta.
Niente di serio, sia chiaro, solo parole d’ordine secondo lo stile italiota.
Qui i giochi veri si vedono più facilmente perché la mediocrità e la grossolanità degli attori di seconda fila (i politici, in genere) lascia trasparire meglio la struttura.
Diffidare sempre di chi, dopo anni di torti e nefandezze assortite, propone di fare pace.
Negli USA perlomeno il gioco delle lobbies é regolamentato e la permanente, sostanziale indistinguibilitá tra i due poli classici, viene mascherata da una forma di normativa e da un rispetto delle forme che é il teatro della democrazia.
In ogni caso, teatro di qualità.
Qui invece si sbraca spesso e volentieri e la sostanziale grottesca melodrammaticitá dello spettacolo proposto rende difficile credere anche solo lontanamente a chiunque si muova entro quell’ambito.
Il problema è che l’eterno cinismo davvero “romano” dell’Italia intera e la sostanziale ignoranza di ogni forma di civismo o di valori di stampo protestante ferma il tutto all’eterna lite da condominio, all’eterno gossip ma in fondo all’inciucio come filosofia di vita.
In questo scenario l’alterità antropologica di M5S e la decisiva lontananza dai gangli del potere vero (il primo livello in un quadro di Escher, mentre Letta e gli altri figuranti sono il secondo livello e la massa generale delle persone, al di lá delle fittizie classi sociali, un unico terzo stato) hanno, per un breve momento, acceso il faro sulla realtà delle cose che qui in Italia, nella sua versione localizzata, prevede un surplus di teatrale e familistico accordo spartitorio eterno ed autodifensivo.
Come sempre poi la realtà è più complessa di una conspiracy theory qualsiasi.
Esistono anche quelli che ci credono, gli utili idioti, i puri avventurieri e tutte le gamme di colore possibile.
Ma i meccanismi di fondo sono sostanzialmente e deliberatamente bloccati, al limite si rinnovano per cooptazione (la parte social del progetto escheriano) e sicuramente crescono in consapevolezza man mano che si sale la scala del potere vero.
La storia in fondo è più semplice mentre le singole storie possono essere anche molto complicate.
Dovremo inventarci nuovi vocaboli per nuove costituzioni e imparare a leggere i numerosi documenti, oggi trovabili facilmente in rete, nei quali le linee di fondo si vedono con più chiarezza rimanendo spesso sbalorditi dalla franchezza con cui certe logiche vengono delineate, sulla falsariga dei punti di un consiglio di amministrazione.
Altrimenti lasceremo volentieri alla gente l’eterna discussione pallonara sulla necessità delle riforme e, soprattutto, mi raccomando, la grande lotta tra destra e sinistra.
Sulla quale uno dei pochi grandi di questo paese, Giorgio Gaber, aveva già detto tutto in un tempo che sembra secoli fa.

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