L’àpote n. 5

Da tempo immemorabile ho un intenso scambio di mails con un mio caro amico di lunga data, mails che toccano tutto lo scibile umano ma in particolare argomenti di tipo socio-religioso.
Potrebbe perfino essere interessante pubblicare questo intenso ed appassionato epistolario in futuro, ci penserò.
La loro completezza e varietà potrebbero davvero essere utili a molti che riflettono da tempo sugli stessi topics.
I tipi umani, al di là dell’affetto reciproco, non potrebbero essere più diversi.
Io : agnostico, cosmopolita (inclinazione anglo), iper liberal.
Lui : ultra cattolico, iper local, non liberale.
Potete immaginare la temperie delle discussioni, anche politiche, in questi vent’anni.
Ma quello che mi sorprende sempre, al di là del gioco dialettico, sempre piacevole visto che ho a che fare con una persona intelligente e quindi con un buon giocatore (la dialettica è come il tennis : si gioca meglio quando non ti rimandano stracci ma palline tese e ben colpite), è la contemplazione di un mondo veramente lontano anni luce da tutto.
Un mondo che oggi soprattutto è dominato dalla paura e dalla sindrome del complotto paranoico.
Il passaggio dall’ancien regime socio-culturale cattolico al mondo moderno, con tutti i suoi evidenti limiti, ha lasciato nelle truppe d’assalto settarie (l’unica declinazione che sembra possibile oggi del cattolicesimo, il che fa impressione) l’imprinting del soldato che vede nemici ovunque e quindi che alla fine vede complotti e cospirazioni, teoriche o meno, in ogni angolo.
Io cerco da sempre di tranquillizzarlo, con frasi affilate, rimarcando il fatto, oggi direi ovvio, che il mondo più che cospirare contro la Santa Chiesa Cattolica, molto capace imho di farsi male da sola senza aiuti, è indifferente alle istanze della stessa.
Non è una valutazione morale, è una constatazione.
Anche il linguaggio, nella roccaforte dei duri e puri, è il linguaggio antico della paranoia : è infatti un linguaggio che neanche tanto sottilmente attacca e denigra tutto ciò che è diverso da sè.
Il problema è che quasi tutto il mondo, oggi, è diverso da un cattolico integralista.
Per fortuna, direi.
E preme, scombina modi di pensare mummificati, chiede diritti, ingiustamente negati fino a ieri per una forma di “ritardo” culturale di cui davvero non si sente la mancanza.
D’altronde che l’amore evangelico per il diverso (di razza, di religione, di genere, di specie…i poveri animali, di orientamento sessuale e così via fino all’infinito) è sempre stato sbandierato da quelle parti ma mai veramente applicato, è sotto gli occhi di chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale e di spirito critico superstite.
La rispostina preconfezionata (un classico della casa) è che tutte le persone si amano ma sui princìpi non si deroga.
Salvo poi fare l’equivalenza princìpi=catechismo oppure natura umana=morale “naturale” cristiana il che fa semplicemente tenerezza da quanto è attaccabile e demolibile.
Ciò che resta alla fine è un campo affollatissimo di nemici dai quali, per forza, bisogna difendersi.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s