Struck n. 7

Ormai tanto tempo fa fui colpito da questo pezzo.
Spesso si sentono dei grandi musicisti sostenere che la loro musica nasce quasi per generazione spontanea, quasi che fossero “visitati” da certe note e dovessero liberarsi.
La creatività è in effetti una cosa tuttora molto misteriosa.
Indubbiamente poi non basta il semplice talento (la famosa perspiration va sempre di pari passo con l’inspiration, secondo il noto detto) ma certamente senza il talento primigenio in questi lidi non si va da nessuna parte.
Secondo me e secondo molti la canzone simbolo di questa disarmante semplicità epifanica è “Imagine” di John Lennon.
Una canzone che sia nel testo che nelle note sembra esistere da sempre : invece no, qualcuno l’ha creata o meglio, qualcuno è stato “posseduto” da questa melodia e l’ha servita al mondo.
In questo pezzo di magistrale dolcezza del maestro Lucio Battisti invece il testo, secondo la linea mogoliana, conferma la teoria che da certuni uno si fa raccontare qualsiasi cosa, il modo è tutto.
Mogol davvero avrebbe potuto fare un testo dalle pagine gialle e noi tutti l’avremmo ascoltato con intensità.
Questo valzer definitivo, più di tanti pezzi straordinari e complessi che amiamo, di qualsiasi musicista e di qualsiasi genere, dimostra al colto e all’inclita la inspiegabile grandezza di questo meraviglioso talento.
Talento sparito dai radar e sparito dai radar nella mia amata Brianza (“Brianza velenosa…”), il che me lo rende ancora più caro.
Un inno alla nostalgia e all’amore che non ha perso un grammo della sua abbagliante bellezza.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s