Europanic

In generale ho poco rispetto e pazienza per due categorie di persone : i creduloni e i complottisti.
In entrambi i casi la frase chiave è : “wishful thinking”.
Il che non vuol dire che gran parte della storia umana, soprattutto recente, infettata dall’uso sistematico dei media come armi di disinformazione di massa, non sia un fake.
In questo senso perfino Assange ha rivelato l’ovvio.
Il potere da sempre copre e nasconde, manipola e diffonde.
Ma il wishful thinking prevale in entrambe le categorie fino ad obnubilare il buon senso e l’equilibrio, assolutizzando il concetto.
E tutto diventa parte di un piano che, guarda caso, solo io e pochi altri (i miei fratelli) conosciamo.
Da una parte, quindi, il desiderio di un senso della vita accoppiato alla paura della morte e del dolore ha generato interi mondi autosuggestionanti.
Praticamente ogni forma di religione, organizzata o meno, rientra in questa categoria, con maggiore o minore sfrontatezza.
E mi riferisco anche ai deliri della new age, dell’astrologia, dei fottuti cristalli e così via.
Ma dall’altra, l’assolutizzazione del concetto si vede anche nel complottismo.
Soprattutto se combinato con la religione, massima perversione.
Quando il mondo non va nella direzione voluta o ci si rifugia in un futuro ipotetico e risolutore di ogni problema (vedi sopra) o si resta nell’immanente, presente e passato, e si fornisce una controinterpretazione di tutto perchè il mondo non può essere così diverso dalle mie idee di esso.
E soprattutto ogni ometto sulla terra è affascinato dall’utopia di un coltellino svizzero (ideologico, religioso, politico…) che risolva tutto e spieghi tutto in maniera organica.
Negazionismi e controinformazioni sistematiche nascono da questo pio desiderio.
La parte di verità che c’è in quasi tutto su questa terra, religioni e complottismi inclusi, viene stirata ed elevata alla massima potenza fino a che la coperta copre tutto, in genere con esiti ridicoli e insultanti per chi ha ancora l’uso dei neuroni.
In questi tempi di grande crisi totale, non solo economica, uno dei terreni di battaglia preferiti è l’Europa e la sua odiatissima moneta, l’Euro.
Lungi da me l’idea di innalzare ideologicamente l’Europa e l’Euro a feticci assoluti (in questo senso sono coerente con l’agnosticismo totale, che, seriamente, mi sembra l’unico modo sensato di approcciare la realtà) ma l’odio sconfinato che sento per queste istituzioni, soprattutto in certi ambienti veterotestamentari e rimasti al Medioevo in tutti i sensi, mi sembra oltremodo grottesco.
D’altronde è risaputo che in periodi di crisi e di cambiamenti, le menti deboli spesso si rifugiano nell’antico ed atavico gioco del capro espiatorio che, quasi sempre, è “straniero” (l’immigrato, la moneta…).
C’è gente che seriamente cita studiosi pazzi di 200 anni fa per stabilire che l’attuale mondo, multietnico, fatto di macronazioni, globalizzato etc. sia tutto un complotto dei soliti cattivoni, la solita elite finanziaria mondiale e così via.
L’elite finanziaria esiste ma pensare che tutto sia stabilito a tavolino, diabolicamente, è talmente tante volte smentito dalla realtà, in genere molto più complessa di ogni teorizzazione, che dopo poco tempo non si sa neppure più come rispondere nel merito a questi deliri.
L’Europa e l’Euro soffrono di molti mali, che tutti conosciamo.
Eccesso di burocrazia, eccesso di finanziarizzazione, poca integrazione reale e così via.
Ma negare che l’idea sia buona, sia adeguata al nuovo mondo iperconnesso, sia perfino monetariamente giusta, richiede una tale dose di ideologia da sfinire.
I giornali, che dovrebbero essere la clava dei cattivoni, in realtà non aiutano perchè danno enorme risalto ogni giorno, come fanno in fondo i giornali normali (a parte qualche fumettistico esempio della comica destra italiana), alla epidermica, raramente sensata, iper provinciale e passatistica deriva antieuropea.
Certamente molti errori sono stati fatti e la mancata integrazione è uno di questi ma resto convinto, nel mio ottimismo della volontà, che alla lunga l’Europa ci aiuterà molto e risulterà chiaro che fosse l’unica risposta possibile ad un mondo in enorme, grande cambiamento, cosa che in generale spaventa gli ideologi del passato, categoria molto diffusa in un paese vecchio e provinciale come il nostro.
Soprattutto aiuterà molto noi italiani che, statisticamente, abbiamo solo da guadagnarci nel cambiare classe dirigente a tutti i livelli.
La risposta, come sempre, è politica, soprattutto nel senso di equilibrio dei poteri.
Noi viviamo in un paese in cui la si butta sempre in caciara, nella (finta) guerra dei poteri, sempre alla ricerca del modo migliore di preservare il “particulare”.
Fa tenerezza quindi vedere invocare la perversione del denaro e delle banche, l’orrore dei giudici chi di questo ne ha fatto una ragione di vita… e per due euro e perchè “tiene famiglia” sarebbe pronto a rinunciare a qualsiasi Montesquieu.
Di fronte a questo ambisco, con ansia, ad essere governato da qualche grigio burocrate europeo.
Presto!

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