Librarsi

Mi fa sempre impazzire che ci sia qualcuno che rifiuta un hardware invece che un software.
Quando é chiaro che in quanto ad hardware questo è un periodo di Bengodi, è il software meraviglioso del passato che manca.
Mi spiego meglio.
Non sto parlando di computers.
Sto parlando di musica, di libri, di arte.
E tutto questo oggi si esprime in bit.
Per questo è davvero incomprensibile l’acritico attaccamento al libro di carta, così come al vinile.
Addirittura nel primo caso il feticismo è di tipo olfattivo, una specie di forma degenerata di madeleine, mentre nel secondo, almeno con qualche ragione, si parla della qualità ampia delle informazioni del vinile, peraltro già raggiunto da altri tipi di files che non sia l’ipercompresso mp3.
Io sono molto nostalgico della musica del passato, di certi libri.
Ricordo ancora l’emozione dell’uscita di un album, il religioso ascolto leggendo i testi in copertina.
Ricordo certe letture, perché soprattutto erano le prime e mi aprivano i mondi che hanno formato la mia vita fino ad adesso.
Paradossalmente la mancanza di informazioni, la difficoltà nel reperirle, creava maggiore aspettativa e dava più soddisfazione.
Ma è tutto qui.
Se guardiamo bene oggi abbiamo i supporti perfetti, anzi, li abbiamo proprio superati e possiamo godere dell’arte nella sua immaterialità, così come dovrebbe essere sempre.
Qualità perfetta, disponibilità totale (benedetti sempre internet, spotify, amazon, oyster…), reperibilità immediata, hardware splendido per poter fruire di questo software.
E sarebbe bello che gli avidi lettori e gli innamorati della musica potessero davvero “librarsi” ed abbracciare il terzo millennio laddove esprime la sua vera età dell’oro.
Perché in fondo un vinile di musica orrenda l’abbiamo abbandonato in fretta mentre è la musica di “Nursery Crime” quella che ci fa rimpiangere la nostra giovinezza, gloriosamente coincidente con la golden age della musica pop-rock (e non solo).
Per non parlare del pensiero consolante di avere tutta la propria biblioteca a portata di mano, in un viaggio, senza l’incubo di un peso che la Ryanair di turno non ti perdonerebbe.
L’arte non ha materia, conta il contenuto.
Liberatevi dai contenitori.
Libratevi.

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