L’aria del tempo

“L’Italia di Berlusconi finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato inutile avere ragione.” (Indro Montanelli 1994)

L’infinitamente volgare, squallida e perniciosamente falsa vicenda di questo ultimo ventennio sembra mostrare le prime reali crepe nella sua interminabilitá sconsolante.
Il romanticismo incongruo di quella congrua minoranza del paese che si sente, ed è, straniera in patria, è davvero commovente, perché tende a credere ancora negli italiani.
Siamo in realtà già nella nuova fase, di nuova sintesi, che ovviamente ripugna il distanziamento serio e radicale da una storia violenta, emetica e indifendibile ma la supera, quasi rivalutandola, mai condannandola sul serio, accettandola come normale o semplicemente derubricandola a roba vecchia ormai da superare.
Con lo sbuffo infantile di un Renzi, come nella parodia devastante di Crozza, che si è stufato delle solite menate e vuole andare oltre.
Proposito lodevole e tardivo ma che nasconde il fatto che non si è capito per davvero, nel profondo del cervello, del cuore e delle viscere, cosa ci siamo lasciati alle spalle o peggio lo si è considerato normale nel nostro immaginario.
In questi casi il pensiero corre al Renzi giovanissimo che partecipa alla Ruota della Fortuna, come da famoso video su Youtube, perfetto simbolismo di un mondo che in fondo non muore mai.
Solo qui, ovviamente, perché altrove il mondo corre e cambia per davvero.
Il Blair dè noantri fuori tempo massimo, già anomalia vivente, si appresta ad incarnare il nuovo spirito del tempo.
Sempre o quasi equidistante, giovanilistico in senso sia lucido e reale nella gerontocrazia italiana sia più banale, mediaticamente corretto ed iper esposto.
Sarà l’incarnazione di una generazione deboletta, incapace ormai, per motivi etnici, genetici, caratteriali, culturali di distinguere il vero dal falso, la cultura dalla subcultura.
La generazione “light” dei Fabio Volo, dei Jovanotti, già sospettosa perfino di un Baricco, che veleggia su alture diverse.
Certo, infinitamente meglio del recente passato, dominato dalla ferinità delirante, aggressiva e mediaticamente infettiva del duo bb, dell’immenso carnaio dei servi sciocchi e spesso interessati, ovviamente ora a processo per i denari e le scorrerie.
Un rappresentante di questo caravanserraglio ha recentemente dichiarato che la politica va intesa come tifo e come religione.
Perfetta definizione dell’infarto cerebrale di questi tempi : perfino la religione se presa senza spirito critico ed onestà intellettuale fa danni, figuriamoci la politica e la democrazia.
Epoca di tv, la macchina del fake, del fasullo par excellence, epoca di tifo sportivo, l’ambito dell’ometto che ha infestato questo paese già messo male di suo, riuscendo nell’impresa, questa davvero memorabile, di peggiorarlo su tutti i parametri possibili ed immaginabili.
Una ferinità che tuttora persiste nei palinsesti del paese della “par condicio” ipocrita e amorale, quella che mette sullo stesso piano tutti per poi banchettare con tutti.
Ultimamente con sempre più chiare ed evidenti sfumature orwelliane, destino classico distopico della televisione e dei media, il rovesciamento della realtà ripetuto goebbelsianamente come un mantra e aggressivamente imposto come parere rispettabile ed egualmente fondato sui fatti e l’onestà di fondo, quella intellettuale.
Ora comincia il declino, di fronte alle nuove parole d’ordine, suadenti e liscianti il pelo della finta opinione pubblica italiota.
In fondo poteva pure andarci peggio.
Il che dice tutto su dove abbiamo la ventura di abitare.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s