Lontani da Elysium

In un recente, mediocre film distopico con Matt Damon, la Terra è devastata, inquinata irrimediabilmente e popolata dai reietti e dagli esclusi, mentre gli eletti, gli have (contrapposti alla massa degli have nots) hanno creato un satellite perfetto, protetto militarmente in maniera ossessiva, dove tutto funziona, è bello, le malattie vengono sconfitte con un semplice passaggio di scanner, l’aria è giusta, i media cinguettano e il massimo dell’occupazione quotidiana è quante buche fare prima dell’aperitivo.
Al di là della scoperta critica sociale sottesa, dal punto di vista politico da molto tempo esistono due Italie e non sono divise per censo.
L’ultima puntata di “Servizio Pubblico” ha mostrato con chiarezza di che si parla.
Da una parte lo studio solito, la versione patinata e migliore dello status quo e dell’establishment anche mentale.
La mancanza di esponenti del centrodestra più insopportabile e volgare del mondo ha contribuito ad una atmosfera più civile e distesa, ma pur sempre all’interno del Santoro system, ossia di una sostanziale accettazione delle regole del gioco, dove ogni tanto si dice la battutina, si gioca ad epater le bourgeois ma senza davvero dire le verità sostanziali o affondare la lama fino all’elsa.
L’apparizione in video di Alessandro Di Battista del M5S ha svelato, di colpo, l’esistenza di un’altra Italia che ha capito (finalmente!) il meccanismo e che semplicemente non lo accetta più.
Ci sono, seriamente, persone in Italia che, per mancanza di informazione, di cultura, di abitudine al pensiero critico e libero (quante Chiese lo hanno impedito in questo sciagurato paese), di coraggio o per puro provincialismo o pigrizia mentale pensano di vivere logiche normali in un paese normale.
In genere vedono molta tv, soprattutto generalista, non hanno informazioni di prima mano e il mondo al di là di Ventimiglia o Chiasso appare lontano e incomprensibile.
C’è poi tanto populismo generico, un disprezzare la politica un tanto al chilo, che in realtà non analizza bene ragioni e torti e, generalizzando, alla fine si limita alla chiacchiera da bar e quindi all’accettazione del gioco.
Persone come Di Battista, che ho seguito con attenzione in questi mesi ed ho sempre trovato così straordinariamente non italiota da meritare un sorriso e un incoraggiamento, fanno capire che esiste un punto di vista lucido e sanamente intransigente.
Come molti anch’io sono vecchio e sfiduciato e penso che il sistema sia irriformabile e che quindi i Di Battista siano gli utopici che dicono la verità.
Personalmente lo penso quasi per motivi etnici, in una forma di criptorazzismo insolita per uno come me che odia il razzismo in tutte le sue forme.
Ma la cultura resta cultura e purtroppo questo paese accontenta sempre chi vuole essere deluso.
Anche la migliore delle opposizioni ha poi partorito trasmissioni come quella di Santoro con b o segretari come Renzi che fanno capire chiaramente che il gattopardo ruggisce fiero e feroce sotto le apparenze del cambiamento.
Lontani da Elysium io ed i molti italiani che si sentono stranieri in patria, figli di una lunga schiera di antiitaliani del passato, attendiamo Godot chi, come Alessandro, forti dell’età e della passione politica, lottando per il cambiamento, chi, come me, progettando e vagheggiando la fuga o stemperando in qualche lettura e in qualche puntata oltreconfine il disgusto per questo paese senza senso.

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