Fratelli di Lecce

Permettetemi la deriva personalistica.
Ma la morte di Roberto “Freak” Antoni riapre vecchie ferite e riporta a galla antichi deliri.
E allora partono i racconti nostalgici della giovinezza, sul modello, mai troppo vituperato, dei racconti “di naja”, cosa ormai sconosciuta ai kids odierni del post mondo della leva NON obbligatoria.
Ho sempre amato gli Skiantos e Freak Antoni in particolare.
Così dadaisti, così poco italioti, così internazionali ed avanguardisti.
Nel mio passato anch’io, nel mio piccolo, ho coltivato una vena dadaista e d’avanguardia “colta”, al di là dell’apparente trash.
Ho anche fondato una casa di produzione video che si chiamava (e si chiama tuttora, grazie alle imprese del mio sodale) “Trash Entertainment”, ma questa è un’altra storia.
Epoca : fine liceo ; ambiente : Milano.
Io e un gruppo di congiurati, grandi divoratori di Wodehouse e grandi appassionati di musica (qualcuno anche compositore) fondiamo due circoli : uno letterario, il circolo di Furio Bibaculo (a wikipedia l’incombenza…), uno musicale, gli Snobs.
Il circolo letterario si è sbizzarrito per anni in temibili opere come “Il rètore” (una serie di poesie parodistiche basate sull’accumulo isterico di forme retoriche) o come le più estreme “Nugae” (haiku demenziali) con l’appendice “Les Nugachons” (haiku in francese maccheronico, partoriti in un viaggio in Borgogna-Francia ad un tasso etilico neanche tanto esagerato, a maggior disdegno nostro).
Gli Snobs invece hanno avuto una loro eco, per quanto limitata, anche nel mondo esterno.
Un paio di concerti, uno davvero leggendario proprio al “Bestial Market” di Bologna, ambienti vicini al grande Freak, dove i più lucidi eravamo noi e questo la dice lunga sul tono generale della serata.
Musica d’avanguardia pura, elettronica, molto comica ed estrema…come disse un amico musicista inspiegabilmente innamorato dei nostri deliri : un post webernismo estremo e senza neanche l’aiuto di sostanze psicotrope (cosa che l’aveva sempre meravigliato).
Gli Snobs entravano in scena in camice bianco, cappello nero e occhiali da sole scuri.
Una specie di sacerdoti sprezzanti e altezzosi che si avvicinavano alle tastiere e alle mille diavolerie elettroniche, cosa già esotica allora, per officiare un culto di spiazzamento simile allo Zappa dei tempi migliori.
Cose lontane dal manierismo sofisticatissimo dei nipotini di Roberto, Elio e le storie tese, gruppo ormai affermatissimo ma partito dalle stesse “convinzioni”, se così si può dire.
Capite che quando Freak si presentò sul palco a Bologna cucinando una pasta e facendo incazzare il pubblico di m****, come prontamente si incaricò di far sapere, lo vidi subito come un fratello di “leche”, poi lessi i suoi libri e ascoltai parecchio la sua musica davvero straniante.
Gli Snobs peraltro già a quei tempi avrebbero voluto chiudere la loro breve parabola con un “final concert” chiamato “The dinner” dove l’idea era di presentarsi in scena in pompa magna e con battage epocale, per poi cenare sul palco, serviti da butlers ossequienti.
Avevamo anche previsto che nel caso, probabile, di reazioni da parte del pubblico, avremmo dato loro dei contentini, sbuffando con aria seccata, sotto forma di lancio di pezzi di cibo (in concerti precedenti ci eravamo limitati al lancio di caramelle) o piccoli pezzi musicali, subito interrotti.
Forse non sarei qui a raccontarvi queste buffe storie se “The dinner” fosse stato messo in scena.
Roberto ha scritto dei libri meravigliosi, testi ed aforismi impagabili, da grande virtuoso della parola.
Mi viene in mente il titolo di uno degli ultimi album della band : “Dio ci deve delle spiegazioni (possibilmente convincenti)”.
Perfetto.
Mancherà molto e sarà molto rivalutato nel futuro, come tutti i veri grandi.

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2 thoughts on “Fratelli di Lecce

  1. è bello trovare ogni tanto sulla strada qualcuno con cui senti di avere un legame aldilà delle distanze del tempo, dei chilometri e dei casini di tutti giorni
    grazie di esserci amico mio
    mi sento un po’ meno solo

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