Renzi decoded

Adesso che il bambino ha avuto il suo giocattolo è facile sbizzarrirsi.
“Il Bomba” a Palazzo Chigi rappresenta la sintesi perfetta di ciò che non funziona mai in questo paese.
Facendo finta di crederci e giocando la parte dell’agnostico fino in fondo, anche in politica, possiamo uscire dal tifo credulone o dal cinismo magari in chiave complottista e cerchiamo di analizzare i dati.
Pros and cons.
Tra i vantaggi (apparenti): è giovane, sembra sveglio ed intelligente, appartiene almeno nominalmente alla parte più presentabile dell’arco costituzionale.
Fine.
Tra gli svantaggi (reali) : non sembra un uomo di solida cultura né di solidi principi (eufemismo), facilità eccessiva al marketing e quindi alla menzogna, esagerata attenzione al “fare” per il fare, ossia all’attivismo irriflessivo (vedi legge elettorale : l’importante è farla per svettare come “decisionista”, i dettagli chissenefrega e comunque l’importante è avere dei vantaggi).
Decisionista, giustizialista, buonista…un giorno bisognerà fare l’analisi degli -ismi che annebbiano le menti di questo paese di confusi.
Sull’onestà intellettuale meglio sorvolare.
Nel frattempo ribolle l’agiografia e il sempiterno vizio da sudditi.
Già si vedono in tv le file di questuanti stringi mano, prossimi schiavi devoti del futuro.
La mentalità velenosa soggiacente è la solita : il superomismo in salsa di pomodoro, il “ghe pensi mi” del salvatore della patria, il culto della personalità, i racconti sussurrati sulle 20 ore di lavoro, sulla simpatia, furbizia e intelligenza sovrumane, perfino sulla fortuna (come da frase di Calderoli, esperto del ramo visto che appartiene alla categoria dei miracolati dalla politica).
Avere speranze su chi parla di “profonda sintonia” con b, dice una cosa e fa il contrario il giorno dopo senza alcuna vergogna o remora e così via non sembra una cosa ragionevole.
Dato che la realtà non è elastica, soprattutto in questo paese inamovibile nei suoi difetti, e dato che il contesto esterno, in quest’epoca di superamento delle nazioni, conta parecchio, prevedo una overdose di marketing e belletto per vendere una gran babele di cose fatte ampiamente discutibili o non risolutive per davvero.
Il resto lo assembla il naturale cinismo machiavellico italiota e il “divide et impera” degli antenati latini che in quanto al potere come abuso di potere sistematico erano maestri.
In Italia i meccanismi cari ai complottisti si vedono meglio che altrove.
Cooptazione al potere, uso dei media per indirizzare (ora che la vecchia cara censura non funziona più, il meccanismo manipolatorio e qualche volta manganellesco dei media è più evidente), suprema indifferenza per ogni tipo di espressione diretta democratica.
L’incoronazione di Matteo Renzi, lo stesso passaggio di consegne dinastiche virtuali al Nazareno col precedente regnante…sono simboli di una malattia.
Il non detto è che la manovrina funziona proprio perché eterna le infinite larghe intese, agitando lo spauracchio della crisi e dell’emergenza, prolunga le prebende fino al 2018 e quindi, in sintesi, è l’apoteosi della casta col plauso ebete del popolino anti-casta.
L’operazione verità in questo paese è ancora una volta rimandata.

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