Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti

L’immortale frase di Freak Antoni è ancora molto, molto vera.
Il mio amico Otello nel suo ultimo post sembra veleggiare lì attorno.
E ovviamente io vado di chiosa, a tradimento.
A differenza di Otello io non ho mai vissuto la figura dell’intellettuale di sinistra e del burocrate ottuso in maniera così sanguinosa.
Non che le due figure non esistano.
E non che nella mia vita professionale non abbia provato gli strali di un sistema fatto apposta per farti imbestialire.
È che mi sembra un problema minore rispetto alla questione centrale di questo paese che, secondo me, è ETNICA e CULTURALE.
Infatti ho anche sopportato con non-cristiana rassegnazione perfino le derive destrorse e quindi fatalmente ottuse e parafasciste di molti miei conoscenti.
Le due parodie umane speculari sono in realtà solo lo specchio di una società incapace di cambiare, arroccata ancora su schemi ideologici defunti ovunque, dove alla fine poi tutti banchettano assieme con allegria.
Politica e calcio sono le due cose di cui si parla di più in Italia, sia fuori dalla tv che dentro.
E in entrambe l’approccio medio è inquinato dal tifo, una malattia, che impedisce a priori sia un ragionamento sensato sia l’onestà intellettuale.
Non appena si esce da questo microcosmo di pazzi si nota subito, con evidenza assoluta, che altrove non è così affatto.
È una questione etnica, come il familismo amorale, come la mentalità ottusamente burocratica, come l’opportunismo machiavellico del “Franza-Spagna” spinto al limite, come la poca serietà di fondo associata al melodramma chiassoso, come l’eterno fascismo strisciante e la ricerca disperata e continua del “risolutore”, con la conseguenza pratica di una gestione di un apparato statale talmente pletorico da sembrare surreale, altro che Merkel maestrina cattiva.
Nell’apparente populismo grillesco io ho sempre trovato due punti di forza indubitabili.
Il primo, ideologico, nello svelare l’ovvio e prolungato inciucio “castale” di sinistra e destra.
Il secondo, pratico, nel rifiutare i soldi del finanziamento pubblico.
Ce ne mettiamo pure un terzo, squisitamente mediatico : il rifiuto di prestarsi al giochino truccato dei talk show.
Anche questo populismo, come molti altri, è secondo me in fase calante, ben al di là dei sondaggi (interessati) dei mezzi di non-comunicazione italioti.
Ma il problema è culturale e quindi non facilmente risolvibile.
Basta vedere come viene ostracizzata nei fatti e avversata la categoria dell'”intellettuale”, che non è una parolaccia ma sembra esserlo qui, nell’Italietta.
Parlando con le nuove generazioni tra l’altro pare che il problema non sia ancora risolto e tuttora, nell’epoca dell’analfabetismo di ritorno, ancora più ingiustificato di fronte alle meraviglie dell’età dell’informazione facile, pare che chiunque vada al di là delle semplici triadi piloriche (cibo-divertimento-donne) sia visto con sospetto.
Cosa che sconcerta il mio ottimismo genetico, totalmente ingiustificato.
È l’eterna dittatura dei mediocri, oggi rafforzata anche da un sistema politico e comunicativo che incoraggia, anche per motivi facilmente sospettabili, il mettersi in gregge e disprezza il liberalismo critico.
Se uno ha interessi culturali profondi e osa pure parlarne regolarmente prima o poi trova l’imbecille che lo mette al suo posto.
E racconta di come al cinema ci si vada per “divertirsi” o per “svagarsi” o perché piove, o di come un libro sia “palloso”, un film “lento” e altre beote amenità.
L’accoglienza avuta da “La grande bellezza” nella sua terra d’origine la dice lunga su questo modo di pensare, molto diffuso, che ha generato la peggior tv commerciale del mondo, ricca di zinne, di luoghi comuni elevati a saggezza popolare, di trasmissioni come quelle di Ricci, del GF seconda maniera (dopo il trattamento del biscione), della De Filippi e della D’Urso.
Il mondo secondo Mediaset.
Che saldandosi alla politica ha poi generato mostri che conosciamo fin troppo bene.
Magari il problema fossero gli intellettuali di sinistra!

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2 thoughts on “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti

  1. come al solito puntuale ed eccellente.
    Naturalmente credo che tu abbia per certi versi ragione e che la versione dalla quale hai preso spunto sia una caricatura eccessivamente cattiva.
    Mi sembra tuttavia, se mi è consentito dire, di notare una qual certa poca tolleranza di chi la pensa in modo diverso sui temi di cui accenni. Cinema, libri o altro.
    Non vorrei sembrare blasfemo ma è anche questo una cosa tipica dell’intellettuale di sinistra.

    Prendo un esempio clamoroso, per farti capire meglio.
    Fabio Volo.

    A me Fabio Volo, non piace.
    Non piace perchè non mi piace lui e quindi penso che se non mi piace lui è probabile che non mi piacciano nemmeno i suoi libri.
    Che infatti non ho mai letto.
    E perchè non ho mai letto non mi permetto di dire che è una merda.
    Perche anche se li avessi letti e pensassi che fossero una ,merda rispetterei chi invece pensa che siano cose fantastiche.
    Di sicuro è fantastico che un tipo come lui riesca a far leggere qualcosa a persone che altrimenti non leggerebbero manco un libro l’anno.
    Ora la questione è che invece,specie in rete, molto su WP ma anche su Blogspot e altri canali c’è questa voglia di uccidere Fabio Volo e quelli come lui.
    A Prescindere.
    E tutti questi Soloni lo fanno avendo l’accortezza di dire:
    Non l’ho mai letto, ma è di sicuro una merda!!!

    Ecco questo mi disturba.
    Questa spocchia che è tipicamente di sinistra.
    Da sempre e sempre se la porterà dietro.
    Per cui qualcosa che vende ed è commerciale è cacca e qualcosa che invece piace al circolo culturale di Caronno Pertusella dove va il medico pediatra laureato a Cuba è al contrario qualcosa che porta qualcosa di nuovo alla cultura di questo Paese disgraziato.

    Mi autolimito nello sproloquio….

    Felice che tu ci sia…

  2. …beh sulla contro chiosa concordo pienamente.
    Ma mi sembra un animale con coda (per usare una tua lisergica immagine) tutto sommato innocuo e minoritario in questo paese che è sostanzialmente e quasi integralmente populista di destra ottusangola.
    Perfino quando pensa di essere di sinistra !
    In un loop demoniaco la spocchia culturale è generata dal subumanesimo imperante.
    Poi de gustibus senz’altro, si può passare da Kinsella a Stockhausen e la cosa la trovo meravigliosa culturalmente.
    Il problema è che qui l’ultimo libro letto dall’italiano medio (vedi statistiche) è il manuale del cellulare.
    By the way … Io ingurgito tutto e mi sono pure bevuto il nostro FV.
    Simpatico, paraculo, perfetto per i tempi e per la radio.
    Letterariamente una Liala dei tempi moderni.
    Meglio quello del manuale del cellulare.
    Sic
    Abbraccione

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