Wow, unbelievable

“I am delighted to announce that we will be performing some live shows this coming August and September.
I hope you will be able to join us and I look forward to seeing you there.
We’ll keep you updated with further news on the web site.
Meanwhile, all details of concert dates and tickets are in the note below.
Very best wishes,
Kate”

Questa lettera, scritta col garbo e con lo stile di una signora agée dopo il tè delle cinque, rappresenta qualcosa che, sinceramente, non credevo appartenesse alla sfera del possibile.
Nella storia della musica moderna il ritorno di Kate Bush sulle scene live appartiene ad un genere leggendario, quasi favolistico, paragonabile solo a una reunion dei Beatles di cui si parlava fino a qualche anno fa, prima della dipartita di alcuni dei suoi componenti.
La divina, la regina della musica degli ultimi 30-40 anni, la creatrice dell’opera più affascinante, qualitativa ed importante di sempre fa il suo ritorno sulle scene a distanza di 35 anni dal leggendario e brevissimo tour del ’79 (che si chiamava, non a caso e profeticamente, “Tour of life”), finito simbolicamente proprio ad Hammersmith, ossia laddove si consumerà il brevissimo, iper casalingo tour della reclusa Kate.
Si sono fatte molte illazioni sul ritiro dalla vita pubblica, quasi completo ed ossessivo, di questo genio della musica incarnato in una giovane, misteriosa donna.
Sicuramente la paura delle conseguenze della fama, una certa ritrosia da scrittore alla Salinger, la refrattarietà dichiarata a mettersi in piazza, soprattutto nei confini di un palcoscenico.
Stage fright sublimato all’ennesima potenza e risolto in un autoisolamento nella campagna inglese.
Sarà davvero interessante vedere quale sarà il rigido apparato scenico nel quale Kate proverà ad incanalare le sue paure, permettendole di tirare fuori la sua arte indiscutibile di fascinazione ed ammaliamento.
Il tour del ’79, ancora oggi, fa impressione per bellezza, idee musicali e coreografiche, una prova superba per una quasi esordiente.
Un risultato straordinario che però ha lasciato cicatrici profonde nella psiche, come da lei stessa dichiarato più volte.
Questa attesa messianica, per un personaggio che è andato molto oltre la pura grandezza musicale (chi ha legioni di fans che festeggiano pubblicamente il compleanno con ricorrenza apposita, il “Katemas”?), è finita ieri.
E subito la rete, i social networks, i giornali e i portali di tutto il mondo non hanno più parlato d’altro.
Inutile dire che la richiesta per i biglietti prevedibilmente spropositata (circa 50.000 posti a disposizione in totale, ma con efficaci tecniche anti bagarinaggio) renderà il prossimo venerdì un altro momento epocale di test della rete.
Già ieri i vari siti coinvolti, a partire da quello di Kate stessa, sono andati down rapidamente.
Anche lo scrivente si metterà ovviamente nella coda, ancorché digitale, sperando di realizzare questo che è uno dei sogni musicali più attesi da sempre.
Kate oggi è una signora intelligentemente distratta sul suo aspetto fisico e oltre ogni moda, musicale e non.
Era partita come giovane strega misteriosa, assolutamente affascinante e unica nel suo genere, dotata di un talento musicale quasi ultraterreno e inspiegabile per una ragazza così acerba.
Sulla rete si trovano video davvero intriganti, come questo, all’inizio della sua carriera con i genitori, o come questo, girato in un parco divertimenti olandese davvero, davvero misterioso.
Della sua musica imprenscindibile ho parlato in altro post, ma vi lascio con questo regalo, un classico con un testo quanto mai appropriato per l’occasione, e con questo gioiello, uno dei tanti in una miniera di capolavori.

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