House of cards

Annunciatissimo e celebratissimo come antipasto sontuoso del nuovo canale Sky, Sky Atlantic, è arrivato “House of cards”.
Noi orfani di “Homeland” e di tutte le serie di livello stellare e superiore siamo accontentati, almeno per un po’.
Distribuito negli USA inizialmente solo in rete (Netflix), ne avevo visto il primo episodio, un pilot da leggenda.
Visto anche il secondo episodio su Sky, confermo : siamo nell’empireo.
Come è noto le serie sono diventate, con rare eccezioni, il posto dove trovare il grande cinema oggi.
Soprattutto il cinema “adulto” e pensante.
Sidney Lumet oggi, probabilmente, troverebbe pochi spazi per girare lungometraggi da sala ma vivrebbe felice sullo schermo ormai non più piccolo.
L’avanzata tecnica del digitale e dell’HD, nonché dei grandi schermi casalinghi, ha tolto poi i pochi vantaggi competitivi che la pellicola aveva fino a poco tempo fa.
Thriller politico di gran classe, addirittura diretto da David Fincher nel primo episodio (troppa grazia, davvero), “House of cards” è ormai famoso per l’uso diabolico del “camera look” di cui il grande Kevin fa un uso prevedibilmente virtuosistico.
L’origine, come quasi sempre, è inglese, BBC, a sua volta tratto da un libro di Michael Dobbs ambientato a Westminster.
Giganteggia la coppia di feroci manipolatori Spacey-Wright ma soprattutto si spalancano vaste praterie per il talento di Spacey, alla fine della sua avventura londinese dell’Old Vic, un decennio che ha rivelato al mondo il suo amore per Londra e per il teatro, due cose difficilmente separabili.
La sua trasposizione del Riccardo III con alla regia l’antico sodale Sam Mendes (“American beauty”) è stata lo spettacolo del decennio ed ora tutti noi aspettiamo con salivazione preoccupante il dvd imminente dell’intera produzione (“Now”).
Riccardo III è sempre l’apice di una carriera, così come aveva ben compreso l’immenso Al Pacino con il suo imperdibile e mille volte consigliato “Looking for Richard”, uno dei più grandi film mai fatto sul teatro in assoluto ed avventura condivisa anche da un giovane Spacey che, nell’occasione, immagino intento a prendere appunti.
Sappiamo cosa fare i mercoledì sera, quindi.

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