Cherrypicking n. 16

È difficile essere colpiti ancora, a così tanta distanza di tempo, da un pezzo o da qualsiasi frammento artistico che si conosce a menadito.
Eppure la grande musica, anche quella pop, ha dei monumenti nascosti.
Il ritorno della grandissima Kate Bush sulle scene e l’eccitazione per aver trovato un miracoloso biglietto per quello che si appresta a diventare probabilmente l’evento del decennio mi hanno fatto ripercorrere quel tesoro di meraviglie che è la sua discografia.
Ho così riscoperto fino quasi al dolore fisico un album straordinario come “The sensual world” che in una serie di capolavori di proporzioni atomiche passa perfino in secondo piano.
Due sono i pezzi che all’interno di questo miracolo di album mi sono sembrati davvero ultraterreni.
Questo e questo.
“Never be mine” e “Walk straight down the middle”, supremo e definitivo quest’ultimo nel chorus (He thought he was gonna die , but he didn’t. She thought she just couldn’t cope, but she did), con la voce di Kate che sembra davvero provenire da un altro mondo.
E questo capolavoro è pure una b-side…
Come dire : non abbiamo ritegno nel cospargere di diamanti il nostro passaggio.

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