NEuromanzia

L’errore di fondo secondo me è quello di pensare di avere la verità in tasca e che gli altri sono tutti stupidi e/o in malafede.
Tutti noi abbiamo idee, letture, convinzioni più o meno autorevoli e fondate ma la parola definitiva la si può dire solo su verità parziali, scientifiche o meno.
Magari importanti ma sempre parziali.
Questo non vuol dire non avere fiducia negli argomenti e nella dialettica e personalmente ritengo che ci siano persone che ne hanno e persone che raramente partoriscono qualcosa di sensato.
E persone più o meno informate.
Ma appena saliamo di livello “quantitativo” e parliamo di macrosistemi suona subito fastidiosa la prosopopea ideologica dei guru di turno e dei loro sempre numerosi seguaci.
Pensiamo al dibattito sull’economia e sull’euro che occupa fin troppo le menti di tutti.
Soprattutto in economia si possono dare indicazioni e dire cose di buonsenso ma alla fine a livello macroeconomico sono talmente tante le variabili che pensare di saperla lunga è una stupidaggine.
Io non penso che uscire dal euro sia negativo per forza perché è così (vedi apodittiche dichiarazioni in senso opposto della Lega, che perlomeno ha dei motivi elettorali ed alimentari per farlo).
Nessuno di noi sa bene cosa succederebbe sia in un senso che in un altro.
Fior di economisti di tutte le scuole e di tutte le idee possibili hanno preso cantonate incredibili e/o non hanno previsto cose enormi. Quindi…è un po’ la storia fatta a posteriori.
E non è un esperimento di laboratorio.
In questo senso religione e macroeconomia si assomigliano : in fondo nessuno sa…nulla per davvero e chiunque dica il contrario sta improvvisando o si fida troppo della propria ideologia.
E spesso i due campi di fanatici supporters tendono a confondersi, accomunati anche dalla comune passione per la dietrologia e il complottismo, dati inesorabilmente per fondati.
Vediamo qualche “argomento”.
Dire che l’Europa anche culturalmente esiste da prima dell’UE come argomento che neghi l’importanza dell’organizzazione e la fondazione dell’UE è un autogol.
Infatti rafforza l’idea della necessità anche culturale dell’unione.
Dire che l’Europa esercita forza di attrazione su stati (vedi ex Jugoslavia, Ucraina etc) e quindi crea disordine, rafforza l’idea di fondo.
Perché sono attratti dall’UE?
Dire che la politica economica dell’Europa post subprime è sbagliata, è giusto ma è come scoprire l’acqua calda a posteriori. Il problema vero è la crisi non le risposte. Poi si possono trovare tutti i capri espiatori del mondo ma senza crisi nessuno metterebbe in dubbio l’Euro e l’Euro nessuno sano di mente direbbe che ha generato la crisi economica mondiale del 2007 e dopo.
In quanto all’esercizio della non nobile arte del malaussenismo, qui da noi basta chiedere alla Lega, che dagli immigrati all’euro ne è sempre stata maestra.
Su vantaggi e svantaggi dall’uscita siamo, imho, in entrambi i casi, nella “glassologia” più che in economia, ossia nella visione attraverso una palla di vetro oppure nell’arrampicarsi sul vetro stesso.
Può succedere tutto e tutto il contrario e chiunque dica “finisce ESATTAMENTE così”, facendo i numeri, é un cialtrone.
Paralellamente a chi ci descrive con accurata dovizia di particolari, spesso bislacchi, il senso della vita e l’aldilà, solo perché qualche libro ne parla.
Personalmente ad esempio non sarei affatto certo dell’effetto domino (esce uno, escono tutti), anzi, e non sarei affatto certo dell’inflazione controllata.
Parlare poi di un aumento del costo energetico accettabile quando l’ipotetico vantaggio economico svalutativo avrebbe effetti limitati nel tempo e facilmente contrastabili dagli altri stati o macrostati è un azzardo incredibile.
Di solito quando l’intollerante ideologo mascherato trova un argomento che intralcia, anche per poco, la sua costruzione teorica, lo considera una seccatura.
La realtà si incarica di smentire chi la disprezza ma nel frattempo il guru di turno fa mille ipotesi basate su “studi”, peraltro opinabili pure quelli.
L’argomento “sovranità”.
Riprendersi sovranità é una idiozia e l’ennesimo falso problema.
Sono d’accordo che la sovranità implichi elezioni, democrazia vera etc (ed è questo il punto reale) ma l’Europa si suppone essere un nuovo stato federativo.
Di che stiamo parlando, quindi?
Come insegnano poi in economia per davvero, rifarsi al passato per prevedere il futuro è una operazione che fallisce quasi sempre e questo è un vizietto che molti degli antieuro hanno, così inclini a parlare di episodi del passato per giustificare le proprie fragili teorie.
Il presente e il futuro hanno mille variabili diverse quindi il ritorno a schemi del passato non ha nessun senso vero.
Poi, detto questo, ribadisco ancora : può anche darsi che uscire dall’euro sia la panacea di tutti i mali e certamente io non direi mai che la cosa è sbagliata a priori e la capirebbe un cretino.
Trovo invece insultante per l’intelligenza pensare che sia vero il contrario.
Siamo nel campo delle ipotesi ed entrambe le posizioni hanno punti forti e punti deboli.
Ma visto che poi comanda la politica e la logica della storia, io penso, ma è ovviamente un parere personale e magari pure sbagliato, che l’Europa sia uno strumento che risponde meglio al futuro che ci attende, soprattutto geopolitico ed economico.
Sui modi, come sempre, il dibattito é apertissimo.
Ma trovo stucchevole e fuorviante, oltre che facente perdere un sacco di tempo prezioso, la contrapposizione falsa tra illuminati che sanno tutto e che vogliono tornare al pre euro e illuminati complottoni cattivi che non hanno argomenti e che vogliono lo status quo solo per interessi.
Secondo me la realtà è molto, molto, molto più complessa di così.
Ma molta gente non si rassegna al grigio e alla difficoltà della mediazione e dei distinguo.
In realtà cambiare l’Europa è il vero argomento che conta, in mezzo a tante demonizzazioni dementi, e superare la crisi è il secondo vero argomento.
Oppure no.

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