Ciclosofie

“La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti.”
Albert Einstein

Anch’io credo che il recente boom mondiale della bicicletta non sia un fatto meramente economico.
Mi sembra un simbolo del cambiamento epocale in cui stiamo entrando.
Tutto è in crisi salvo le cose semplici, eleganti, efficienti, pulite.
Less is more.
Lontani sono i giorni in cui l’accumulo e la frenesia coprivano di una patina superficiale le strade del mondo ma anche le menti degli uomini.
L’automobile è da sempre un simbolo di questa veloce corsa verso il nulla, particolarmente popolare ovviamente in Italia dove il simbolo del boom del dopoguerra è diventata rapidamente un mezzo poco efficiente, soprattutto a livello urbano, molto costoso (grazie ad un fisco particolarmente feroce ed ottuso), nevrotico e nevrotizzante oltre ogni limite tollerabile da un essere pensante.
Se aggiungiamo poi la dimensione del rumoroso “status symbol”, inevitabile differenziarsene prima o poi.
Con grandi difficoltà per chi volesse seriamente dare una chance al trasporto pubblico, grottescamente carente e cervellotico (solo qui, ovviamente).
Da questa periferia europea però già si intravedono, perfino qui, le nuvole che portano la svolta.
E come capita spesso sono le èlites di pensiero, più che di censo, che portano avanti la rivoluzione culturale, sociale, comportamentale che domani sarà di tutti.
Passa attraverso l’antico mezzo a due ruote.
Oggi iper-tecnologico, leggero, multiforme : folding bikes, bike sharing e così via pedalando.
Mezzo che mantiene inalterate le sue caratteristiche uniche di macchina di movimento particolarmente efficiente nelle città infartuate (sotto i 3 km, ancora il migliore) ma che permette, sorprendentemente, già dopo qualche giorno di allenamento, di coprire distanze ragguardevoli senza grosso sforzo.
Mezzo romantico, che permette una visione unica dei luoghi e un rapporto diverso perfino con le persone.
Mezzo smooth, allenante, e quindi vero, appagante metodo per mantenersi in equilibrio psicofisico senza morire di noia o di eccesso di sollecitazioni (ogni riferimento al jogging è voluto).
Le democrazie migliori e più evolute, non a caso, sono l’avanguardia da sempre di questa ciclosofia imperante.
Nord Europa in primis, a dispetto di un clima che a noi latini appare spesso inclemente.
Libri, riviste, canali televisivi, perfino locali e bar dedicati ai viandanti su due ruote, come l’imminente Bianchi cafè di Milano, non a caso portato in Italia da un italo svedese (il nuovo proprietario della Bianchi, storica marca delle biciclette “color tiffany”) e ispirato sicuramente al mitico “Look Mum no hands!” di Londra.
Il mondo va inesorabilmente verso una depetrolizzazione ed una riduzione dell’impatto e della dimensione dei mezzi tradizionali (tante Smart elettriche? Speriamo. Il nome stesso “Smart” dice tutto).
Con la riscoperta dell’elegante fruscio delle due ruote azionate da propulsione umana.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s