Post post

Dopo elezioni europee.
A livello mediatico nulla di nuovo sotto il sole.
Renzi che sottolineava con forza il non legame tra europee e politiche, ora rivendica con forza il plebiscito.
I comici giornaletti, impropriamente venduti come quotidiani, sottolineano la tenuta di b, puramente legata al suo sforzo personale, a fronte dell’ennesima slavina di voti persi.
Prima delle elezioni, inutile dirlo, il minimo sbandierato era il 20%.
Tutti si accaniscono prevedibilmente contro Grillo e il M5S, giustamente individuati come unica vera opposizione e voce fuori dal coro.
Anch’io, come tanti, ho sbagliato previsioni.
Pensavo ad uno scenario più di transizione dove tutti più o meno tenevano in questo tripolarismo improprio che è diventata la politica politicante italiana.
Sottovalutavo il laurismo automatico dell’elettorato italiota, in piena fase di innamoramento dell’uomo solo al comando, come sempre.
Dalle scarpe di Lauro al milione di posti di lavoro e ai contratti (puntualmente disattesi), dalla farsa dell’IMU agli 80 euro.
Franza o Spagna.
A proposito proprio di Europa, altrove, come sempre, una vera opinione pubblica, meno incline al conservatorismo fiacco e stanco dell’eterna DC (oggi : il PD), pur avendo una classe politica nettamente superiore alla nostra (e qui ci vuole ben poco), è più incline a giudicare il potere senza compromessi, facendo spesso vere rivoluzioni.
Purtroppo le fa, questa volta, verso l’estrema destra e l’euroscetticismo (eufemismo) che è l’ultimo cavallo di una parte ideologica nata per creare capri espiatori continui.
In Italia M5S è stato davvero l’argine sociale contro questa deriva ma la parziale revanche della Lega, nella sua improponibilità, fa presagire scenari ben più foschi.
E d’altronde uno degli errori del Movimento è stato, secondo me, proprio la posizione ambigua, irrisolta verso l’Europa.
Con sfumature euroscettiche di comodo che personalmente ho sempre trovato sbagliate.
Il paradosso per noi “euroconvinti” è che questo scossone migliorerà il progetto, perché una forte critica e una vera opposizione, perfino quando è becera, migliora sempre i più accorti.
Renzi stesso ne sta beneficiando.
Renzi, appunto.
Abile, parolaio, spregiudicato, con l’idea che la verità sia un optional.
Perfetto erede del suo predecessore, pacchetto già pronto, in salsa giovanilistica, per l’ennesimo ducetto da dare in pasto ad un pubblico (spiace chiamarlo elettorato) di bocca buona e incline al personalismo più irriflessivo.
Lo slogan furbesco del “io faccio, gli altri protestano e basta”, ancorché falso ha funzionato.
D’altronde “populismo” è un insulto che viene sempre utilizzato contro l’avversario pur restando la strada maestra di tutti i politici, inclini sempre più a vellicare la pancia dell’elettorato per farsi meglio i fatti propri.
Forse questo è il motivo principale per cui non potrei mai essere un politico.
A dispetto dei molti tifosi e dei molti ideologi, i partiti sono taxi che si prendono per fare cose e in genere hanno lati positivi e lati negativi.
Si vede che in fondo l’italiano medio ama l’orizzonte geografico in cui si muove la macchinetta e non intravede scenari diversi.
Continua inoltre il censimento sulla psicopatia berlusconiana.
Ora è al 16%.
Pare inferiore al reale perché sembra ci siano stati molti annullamenti dovuti alla scrittura compulsiva del nome sulle schede.
Particolare grottesco perfetto.
Personalmente sono sorpreso non del tracollo, come dovrebbe essere, ma del fatto che esista uno zoccolo duro (di cervice) a questi livelli.
Ma, si sa, sono un inguaribile ottimista, perfino vivendo in questo paese senza speranza.
In un recente post parlavo del fatto che i veri antiitaliani, ossia la percentuale reale di chi si sente straniero in patria per motivi prima di tutto culturali, raggiunge al max. il 20%.
Casualmente la percentuale di M5S, ma non voglio trarne una conclusione a tutti i costi.
Indubbiamente però l’italiano medio esagera in lamentazioni ma poi chiede un comodo strapuntino, la consueta minestrina di lenticchie anche low cost.
E se proprio deve coltivare degli estremismi, li coltiva a destra, dove il suo conservatorismo etimologico trova sbocchi naturali, culturali.
Questi ultimi vent’anni hanno spiegato ben bene al colto e all’inclita come funziona da sempre il paese dei campanelli.
Se proprio devo fare una previsione non richiesta per il futuro, fermo restando che gli scenari comunque cambiano più in fretta del passato, ora la corsa nel centro dx sarà la ricerca del Renzi da contrapporre a quello del PD : giovane, abile, mediatico, coalizzatore, spregiudicato, ovviamente indifferente ai veri temi di fondo.
E si tornerà ad un bipolarismo quasi inevitabile.
Sullo sfondo la grande massa degli astenuti, per buoni o cattivi motivi, che guarda l’eterno teatrino.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s