Serve un medico

“La religione è un’illusione, e deriva la sua forza dal fatto che corrisponde ai nostri desideri istintuali” (Sigmund Freud).
“Se una persona vede un amico immaginario è pazzia, se mille persone credono di vedere un amico immaginario è religione”.

Rileggere Freud e in particolare l’illuminante “L’avvenire di un’illusione” è sempre positivo per mettere al loro posto le aggressive pretese delle religioni organizzate.
In quel saggio ci sono anche parti davvero definitive sia sulla dannosità dell’indottrinamento religioso precoce, che crea nevrosi e problemi infiniti tuttora, e che è, tanto per cambiare, profondamente illiberale nella sua stessa concezione, sia sulla somiglianza tra le pratiche di devozione e le azioni cerimoniali dei nevrotici ossessivi.
Siamo sempre nel vasto campo dell’apotropaico e della trasformazione di un “wishful thinking” in un meccanismo inesorabile di controllo delle masse, grazie anche all’uso smodato e oserei dire quasi criminale del senso di colpa.
Anche la storia recente dimostra ad abundantiam la dannosità di ogni sistema ideologico che, ritenendosi erroneamente al di sopra di ogni controllo di valutazione razionale, crea facilmente mostri che, in nome di qualsiasi dio, si sentono in dovere di controllare le persone o eliminarle se contrarie al loro credo.
In questo senso trovo sempre risibile e ipocrita, secondo la più bella scuola nostrana, l’atteggiamento che assumono i cattolici quando si paragonano ad altre religioni concorrenti.
Le uniche istanze per le quali, a fatica peraltro, il cattolicesimo è più presentabile in società rispetto ad altri deliri, sono riconducibili all’azione incessante, inesorabile, di un mondo che, soprattutto dopo Lutero (che aveva ragione praticamente su tutto) e l’illuminismo, si è rifiutato di vivere in una teocrazia senza alcun riferimento alla razionalità.
La Chiesa, ed è un controllo facile questo, si è sempre trovata, inevitabilmente, dalla parte sbagliata in quasi tutte le questioni fondamentali degli ultimi secoli (mi viene in mente il suffragio universale e la donna, per fare un esempio tra i tanti).
Salvo poi “rettificare” a posteriori per puro spirito di sopravvivenza.
Lasciati a sé stessi è evidente che i cattolici avrebbero continuato a tenere nel Medioevo la società, analogamente a quello che succede, in parte, in altri ambienti e in altre religioni.
In tempi di conflitto aspro religioso, ennesima dimostrazione della persistente dannosità di ogni sistema ideologico assolutista, pavlovianamente i cattolici “duri e puri”, che hanno in odio fanaticamente la “tiepidezza” dei pensanti, hanno sempre risposto innalzando i vessilli crociati e farneticando di reazioni agli assolutismi altrui con il proprio assolutismo, elevando a feticcio, ad esempio, le origini cristiane dell’Europa.
Niente di più lontano dal buonsenso e dalla realtà.
Chiunque abbia esperienza di mondo e che abbia visto, parlato, interagito anche con altre religioni e pensieri, sa benissimo che gli uomini in genere si assomigliano nella loro ricerca di serenità, benessere anche economico, libertà.
Questo succede anche nei paesi non cristiani ed è questo che lentamente sta succedendo anche lì, al di là degli estremismi e delle follie amplificate dai media.
Quindi se davvero si vuole combattere una certa deriva, la risposta non è ideologica assolutista ma proprio di taglio opposto, ed è quello che, in background, sta succedendo davvero e succede tutti i giorni in molte metropoli multietniche in Europa e nel mondo, al di là delle logiche differenze culturali.
La vera soluzione è il superamento e la non accettazione di qualsiasi ideologia da “verità in tasca” indubitabile.
Tanto più se non sorretta da uno straccio di credibilità qualsiasi se non l'”ipse dixit” di qualcuno o di qualche libro.
Trovo che questo sia un passaggio cruciale per il futuro delle nostre società, anche perché la democrazia, pur con tutti i suoi enormi, evidenti limiti, è ovviamente l’unica strada percorribile che metta al riparo dall’arbitrio “certo” e la democrazia è evidentemente e strutturalmente incompatibile con ogni forma di teocrazia.
Oggi il passatismo e la nostalgia per le fedi assolute, ancorché acritiche e refrattarie ad ogni cervello libero e con spirito critico allenato, hanno molte sponde e vivono ancora di una, illusoria, revanche.
Lo vedo anche nei nostalgici delle “patrie”, dei “popoli” intesi come una volta.
Quali popoli? Quali patrie?
In una società sanamente multietnica si impara che tutti hanno ragioni e diritti ma che nessuno ha mai ragione se esercita il proprio diritto aggressivamente contro gli altri.
E ogni bandiera è sempre un buon pretesto per menare le mani a sproposito, come anche i deliri subculturali calcistici e le relative “fedi” dimostrano ogni giorno.
Per questo apprezzo una UK che è basata su un matrimonio di interessi, anche culturali, che vanno al di là delle etnie intese “alla Lega”, ossia in maniera medievale, completamente fuori dal tempo e dal buonsenso.
E spero ovviamente in un referendum scozzese che confermi l’uso del cervello, a riguardo.

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