La surrealtà

Due sono le issues che appassionano la chiacchiera costante, totalmente inutile, del popolino e della pseudoinformazione italioti : politica e calcio.
Entrambe sono alimentate dal manicheismo tifoideo demente e semplificatorio che questo popolo di sventurati beve col latte materno.
In questo aiutati dal background latente cattolico che non brilla certo per amore per il pensiero libero e critico, per pragmatica lucidità o per riconoscimento della complessità del reale.
Entrambe in Italia hanno la stessa valenza : due cose per cui accapigliarsi ferocemente ma che restano sostanzialmente false, falsate e irrilevanti.
La manifestazione di Salvini ieri a Roma ha dato il via ad un altro giro di chiacchiere.
Dopo l’abisso, soprattutto culturale e morale, degli ultimi vent’anni, un vero monumento alla superficialità, all’uso privato protervo delle istituzioni, all’illiberalismo ed al luogo comune ideologico, capisco che vedere due baldi giovani quasi presentabili alla ribalta possa sembrare una novità.
I due Matteo ingannano spesso su questo terreno.
Siamo alla solita illusione.
Così come i comunisti sono uno spauracchio ed un falso problema, i fascisti invece sono spesso e volentieri d’attualità, nella sostanza, in questo paese fortemente sudamericano.
Oggi si scontrano infatti due fascismi contrapposti.
Da una parte, la parte che ha sfilato ieri a Roma, abbiamo la solita destra “pilorica” italiota che sembra incapace di usare altri parti più nobili per esercitare la difficile arte del pensiero.
Che usa il solito, vecchissimo meccanismo del capro espiatorio (oggi : Europa ed immigrati) per nascondersi la complessa realtà della crisi e del cambio di sistema geopolitico ed economico mondiale e, magari in secundis, per nascondere proprie colpe passate di cui comunque qui nessuno chiede conto.
Che vuole passare dalla secessione dall’Italia (I terroni!) alla secessione dall’Europa (Gli extracomunitari!) per occultare la propria secessione dal cervello.
Semplificatoria per natura, culturalmente incapace di comprendere un mondo che corre e va in direzione opposta e contraria.
Dice anche cose sensate, ad esempio su fisco e giustizia, due inferni tipicamente italiani, ma dimenticando che era così anche prima (un classico della smemorata Italia, questo) e glissando sul fatto che, ad esempio sul piano fiscale, la flat tax al 15, che avrebbe anche un valore morale (oltre il 20 nessun stato ha un diritto vero, tantomeno morale, figuriamoci nell’italiota inferno burocratico, corrotto ed inefficiente) ma che è semplicemente utopico in un paese così fortemente indebitato.
Se questo servisse a snellire un paese elefantiaco nella sua spesa pubblica, passi, ma sono proprio le sparate come queste che allontanano la vera soluzione realistica dei problemi.
In altri paesi, di maggiore intelligenza, memoria e cultura, ad esempio l’odiatissima Francia (perenne monito di come dovrebbe essere l’Italia), una come Le Pen, che rispetto a Salvini è un gigante, è un paria, come anche le recenti vicende post Hebdo dimostrano.
Dall’altra parte il Matteo vincente piace e piacerà sempre a questo popolino.
Mascellone protervo, facilità disinvolta alla menzogna, furbizia e gusto feroce per il potere : queste si chiamano affinità elettive con la propria clientela di bocca buonissima.
Intorno una schiera di servi e di amazzoni con la faccetta compunta, refrattarie all’ironia e all’intelligenza critica, disabituate alle domande vere (quelle, rare, che beccano in sporadici talk shows e sempre con mille scuse da parte dell’ospite), prontissime alla querela minacciata al primo incidente di percorso, esperte di scuotitesta professionale di fronte alle telecamere.
Pensavamo che fossero tutte prerogative del famigerato ventennio precedente ma in realtà ormai è la norma.
Di fronte, come sempre, un giornalismo naturalmente prono ai potenti.
Specchio di un paese dove intellettuale è una parolaccia e l’indipendenza e l’onestà intellettuale non vengono proprio capite in un paese dove il tifo è una fede (e viceversa) e spesso garantisce laute prebende e carriere.
Politicamente chiunque abbia indicato che “il re è nudo”, ossia l’ovvietà dell’accordo neanche tanto segreto tra presunte maggioranza-opposizione (in Italia è il M5S) viene progressivamente ed inesorabilmente bastonato fino ad una futura, probabile irrilevanza.
La colpa è di non essersi schierati in questa finta contrapposizione.
Quante volte negli ultimi vent’anni ci siamo sentiti sballottati e tirati per la giacca da una parte o dall’altra come se il pensiero critico, libero, fosse una anomalia da estirpare?
Non amo le folle e non ho neanche molto rispetto per la presunta saggezza del popolo.
Per questo non potrei mai fare il politico, soprattutto in questo paese.
Di fronte alle piazze come quella di ieri, così come quasi sempre, forte prevale un senso di surreale spaesamento.
Spaesato, appunto.
Fuori dal paese.
Un buon obiettivo, soprattutto per le giovani generazioni.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s