Still talking

Il buon Massarini, sempre ghiotto e curioso di ottima musica (e non solo) recentemente nel suo programma ha fatto vedere questa assoluta chicca.
Talking Heads a Roma, al meglio della loro forma, in piena era post “Remain in Light” (sì, ha ragione Massarini, uno dei migliori dieci album di sempre), a spezzare il pane della conoscenza per la consueta audience italica, tutta coretti calcistici ed entusiasmo abbastanza inconsapevole.
Il gruppo sul palco, allargato e potentissimo, è una macchina da guerra ritmica con la ciliegia finale di Adrian Belew in controcanto chitarristico, uno degli dèi dello strumento, autentica testa pensante del rock angloamericano dell’epoca, con i King Crimson, Bowie e mille altri.
Lo vidi con il Duca nel Sound+Vision tour, un tour di rara eleganza e pulizia formale, e fu memorabile.
Gli stessi Heads li vidi dopo questa fase, in uno dei famigerati concerti al laghetto di Redecesio, immortalati sarcasticamente da Zappa in un suo famoso album e leggendari per disagi, zanzare, lacrimogeni e meraviglie varie.
La musica di quest’ora scarsa è davvero oro distillato.
Il consueto frullatore acido ritmico creato da menti superiori dove c’è di tutto, dall’elettronica avantgarde newyorkese alla Eno al blues al tribale, in dosi perfette, come in una magica ricetta.
Venuti a sciacquare i panni nel fiume della tradizione black americana (Take me to the river, appunto), gli Heads sono e restano uno degli apici della musica rock, ancora incredibilmente attuali, postmoderni e globalizzati.
Con la chicca del “cantante nevrotico”, un vero intellettuale a tutto tondo, David Byrne, uno dei grandi geni della musica degli ultimi trent’anni.
Una Tina Weymouth al basso mai così ieratica e concentrata per stare dietro a questo treno di musicisti in fuga a 2000 all’ora, ingentilisce un palco dove il rock supremo mentale, newyorkese, sposa la ritmica più selvaggia e cronometrica.
E dopo poco parte il treno con “Drugs”, “Crosseyed and painless”, “Houses in motion” per finire con “The great curve”, cibo per la mente e acida filastrocca che potrebbe andare avanti all’infinito.
Stratosferici.

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