La maggioranza “silenziosa”

Quando ho letto che all’ennesimo “Family day” di qualche giorno fa si sono presentate, incuranti del ridicolo, un milione di persone, ho indugiato una volta di più nel mio ormai atavico pessimismo di fronte al paesello delle controriforme continue senza riforme vere.
Una volta si diceva che la maggioranza silenziosa lasciasse fare politica e prendere in mano la cultura (argomento che maneggiavano oggettivamente con impacciata difficoltà) agli altri, la minoranza aggressiva che imponeva le logiche del tempo ad un popolo naturalmente lavoratore, sano, cattolico.
Era l’ennesimo trucco, ovviamente.
In realtà questo paese è sempre stato governato, anche nelle sue istanze profonde e non solo sulla superficie della politica politicante, da quella parte che b non a caso continua ad evocare come la parte sana del paese, la parte “moderata”.
Parte che ovviamente, prima con la DC ed alleati e poi con il tragico ventennio postfascista successivo, ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo, chiagnendo e fottendo allegramente, additando allo smoderatissimo popolino fascista nell’animo il drappo rosso per controllarli meglio.
Capite bene quindi la mia sorpresa con sorriso incorporato quando molti, tra cui uno…scienziato, sull'”Huffington Post” hanno demolito l’ennesima menzogna e hanno ridimensionato di parecchio la presenza di pubblico all’insano evento.
Che fa il paio, per ottusa stupidità intollerante, con gli happening di “lettura” silenziosa (here we go again) delle sentinelle, nostalgicamente rabbiose per la perdita di supremazia culturale.
D’altronde, si sa, indugiare troppo nel trappolone ideologico cattolico (b direbbe : la scelta di campo) porta inevitabilmente al bivio che tutti noi, che abbiamo tollerato cristianamente gli intolleranti cristiani bigotti, abbiamo constatato di persona : o fanatismo illiberale (il prezzo della coerenza) o ipocrisia (lo scontro con la realtà).
Dal padre al paternalismo è un attimo, così come dalla supremazia al suprematismo per i sedicenti missionari per conto terzi.
Sull’evento in sè ovviamente non c’è molto da dire : chiunque si raduni in piazza per dimostrare contro diritti altrui secondo me è già fuori di senno.
Se aggiungiamo poi il carico da venti del farlo in un paese che è tuttora agli ultimi posti per leggi sui diritti civili e affini, siamo nel patologico urgente.
Perchè la “pancia” del paese, per far riferimento all’organo impropriamente usato per pensare, ha in grande odio il diverso (come le cronache degli ultimi tempi dimostrano ad abundantiam), vive nella sua provincia addirittura pre-statuale, si beve ogni giorno quasi solo ed esclusivamente una tv dove imperversano sgallettate sculettanti e nello stesso tempo preti pontificanti (diade che ha sempre gettato nello sconforto gli europei di fronte al nostro telecomando e simbolo massimo del paternalismo) e sembra dimenticare, di fronte alle donne, ai gay, a chiunque sia “diverso” agli occhi ottusi di un maschietto medievale piccolo piccolo, che esistono ragioni per cui esistono movimenti siffatti e che additarli oggi come invadenti e prevaricatori equivale al pensiero deviato di chiunque faccia dei danni seri, prolungati, profondi e poi non si attenda reazioni.
Con un Renzi apparentemente già in declino, nonostante la bravura affabulatoria e retorica, qui sempre apprezzata oltre misura, il popolino sembra già pronto per ritornare agli antichi amori, in una comunione di intenti e affinità talmente forti che, si teme, possa andare avanti all’infinito.
Ma, come dicevamo, esiste una speranza.
La speranza si chiama il dato numerico : in fondo non sono poi così tanti e la maggioranza rumorosa abita altrove.
In fondo il paese più vecchio d’Europa si rinnoverà fatalmente, complice il tempo.
In fondo Internet, con tutti i suoi difetti, apre la mente, apre al mondo e non è un mezzo totalmente passivo e top down come la tv (fascista per natura e infatti sfruttata a fondo da tutti i fascismi del mondo).
In fondo prima o poi l’Europa prenderà in mano direttamente il comando, da stato federale vero, e certe enormità dovrebbero sparire.
In fondo la Chiesa stessa con Bergoglio, l’odiatissimo Bergoglio, cerca (davvero?) di girare a 360 gradi e rinunciare all’ingombrante e imbarazzante presenza nella società e nell’economia, soprattutto italiana, cerca di includere invece che escludere, sorridere invece di pontificare sul nulla, rinunciando a imporre dogmatismi spericolati ed indifendibili.
Non so quando l’Italia smetterà di restare in fondo a tutte le classifiche di lettura libri e giornali, libertà di stampa, libertarietà di leggi e sistema decisionale, conoscenza del mondo e così via.
Forse quando la maggioranza silenziosa smetterà di berciare, questo sarà il segnale che anche questo paese avrà voglia, finalmente, di entrare nella modernità.

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