Christian Petzold !

Christian Petzold.
Annotatevi questo nome.
È la prova provata che per fare grande cinema bastano pochi mezzi e che in Europa ci sono ancora grandi registi.
Italia esclusa?
Lascio a voi ogni valutazione in merito.
Sorrentino e Tornatore, secondo me e molti i due migliori registi italiani, sono dei grandi artisti e professionisti al servizio di produzioni e cast internazionali.
Appena hanno potuto, se ne sono stati ben lontani dagli ambienti e dalle maestranze nostrane, attori fragorosamente inclusi.
Qui invece siamo in Germania, una Germania che valuta e osserva il suo passato più spinoso, nazismo e DDR, attraverso le lenti felici della storia personale.
La Germania non è solo la caricatura che piace diffondere in questi giorni impazziti.
E mi è sempre sembrata una nazione immensamente più civile e democratica dell’Italia.
Ho visto i due ultimi film di Petzold, quelli che l’hanno imposto all’attenzione degli appassionati cinefili di tutto il mondo.
Films fatti in casa, con l’economia di mezzi dei grandi, quasi bergmaniani, e con il gruppo di attori amici e feticci, qui Nina Hoss (compagna del regista comunque non sospettabile di nepotismo : una attrice straordinaria senza discussioni) e Ronald Zehrfeld, una specie di Russell Crowe teutonico al servizio di un cinema psicologico, di mezzi toni.
“La scelta di Barbara” è ambientato nella DDR (già sfondo per lo splendido “Le vite degli altri”) mentre “Il segreto del suo volto”, riecheggiante furbescamente il titolo del mio amatissimo “Il segreto dei suoi occhi”, capolavoro assoluto, si chiama correttamente e molto più significativamente “Phoenix”.
Quest’ultimo, tratto da un romanzo francese “Le retour des cendres”, parla del ritorno da Auschwitz ma soprattutto del ritorno alla vita di una sfigurata in cerca del marito.
Thrillers psicologici dissimulati sotto l’aspetto dimesso di ambienti spogli, quasi post atomici, che sono la Germania del ricordo, quello lontano del dopoguerra e quello vicino del muro.
Se mi credete, due film eccezionali, di grandissima classe, e con un finale perfetto, da manuale, che sembra quasi la ciliegina sulla torta ed una peculiare qualità di questo nuovo maestro.

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