Struck n. 19

Deve essere straniante per qualche giovane là fuori con due orecchie funzionanti sentire questo pezzo tratto dal bellissimo nuovo album di David Gilmour.
Deve fare l’impressione che potrebbe avere uno abituato ad acqua tiepida e ricotta, portato di colpo da Ducasse e con un bicchiere di Bordeaux in mano.
Questa era la musica, fino a poco tempo fa, e non riusciamo ancora a farcene una ragione della sua perdita.
Viviamo in un’epoca che dà altre soddisfazioni, soprattutto tecnologiche, ci permette un accesso meraviglioso allo scibile umano, ma ci manca la materia prima e una produzione artistica vagamente paragonabile a quella dei decenni scorsi.
Soprattutto musicalmente, perché in realtà su altri fronti ci difendiamo meglio come razza umana.
Anche se in generale l’arte sta perdendo sempre più importanza o almeno così sembra.
“Rattle that lock” tiene alta la bandiera, grazie anche ad apporti esterni di altri grandi del passato come Phil Manzanera, geniale chitarrista “laterale” e produttore, uscito dalla splendida fucina Roxy Music, grazie ai testi sempre precisi di Polly Samson (the wife), quando si dice la comodità di sposare una scrittrice e pure di talento.
Supera il già ottimo “On an island” e fa capire perché David non vuole inutilmente complicarsi la vita per fare un nuovo album Pink Floyd con l’odiato amico Roger Waters, come gli chiede il mondo da sempre.
Non ne ha bisogno.
Chiama alcuni suoi amici, alcuni leggendari come il summenzionato Phil, li fa accomodare nella sua casa-battello sul Tamigi e come se sorseggiasse un tè al tramonto, tira fuori pezzi sbalorditivi.
“A boat lies waiting” si chiama uno dei pezzi magici di questo capolavoro e la vecchia Polly conosce bene il suo uomo se lega questa immagine a quella dell’amico vero nei Floyds, il buon Rick Wright, pianista gentile e geniale, uomo che tutti rimpiangono dopo la sua recente dipartita, breve e feroce come sembra sempre essere per i bravi ragazzi.
La titletrack è stata scritta su quattro note, un jingle di avviso ai viaggiatori delle ferrovie francesi, registrato da David col suo Iphone, guarda caso in Provenza, ad Aix.
Da quattro note, molto evocative, nasce uno splendido pezzo al quale Gilmour ha chiamato a partecipare pure l’ignoto compositore gallico del jingle, Michaël Boumendil, passato immediatamente alla notorietà mondiale.
Effortless genius.

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