Nothing is real

Di fronte all’inarrestabile avanzata del tempo e dei cambiamenti, anche radicali, che la storia presenta in questo momento, è diventato difficile per tutti orientarsi nella babele dei fatti, degli opinioni, delle contraddizioni.
A me sembra, modestamente, che in genere sia sensato diffidare delle troppe certezze spacciate per verità assolute e in genere di coloro che non fanno analisi complesse di fenomeni complessi.
Se da una parte è giusto sempre e comunque diffidare del potere, dall’altra mi sembra che ci sia evidentemente una forte parte di popolazione, sia fuori che dentro l’Europa, che per motivi anagrafici o di arretratezza culturale ed ideologica, non sappia immaginare un mondo che non sia demonizzato, perennemente declinato sempre secondo categorie distopiche.
Il che chiaramente è talmente disequilibrato rispetto al grigiore che la realtà normalmente presenta e talmente poco provato (le mille teorie di cospirazione, date sempre per certe) che qualsiasi persona con due neuroni funzionanti o semplicemente non intossicata da ideologie varie farebbe bene a stare in guardia.
Soprattutto da quelli che danno ragione sempre ad uno solo.
Oggi Putin ad esempio.
Questi personaggi, spesso ultracattolici ma non solo, hanno dentro di sé un tale rifiuto della modernità (comprensibile, viste le ideologie medieval-pastorizie alle quali sono abbarbicati) che sfida la storia, il buonsenso e perfino il semplice criterio di non contraddizione logica.
E inficiano anche quelle due o tre intuizioni giuste che ci sono in tutte le elucubrazioni, perfino le loro, così ammantate di antiamericanismo (il mondo moderno) e antiebraismo (la religione concorrente e il facile feticcio fin dal secolo scorso) da far tenerezza.
Parlando di terrorismo, ad esempio, sorprende che da una parte si agiti lo spauracchio islamista come inarrestabile, velenoso, incombente e così via (il che farebbe pensare ad una leadership occidentale imbelle, incapace di affrontare il problema, prigioniera del proprio lassismo morale) e dall’altra, senza fare una piega, si dipingono le stesse leaderships come delle Spectre diaboliche, efficientissime, inclini a false flag in serie, totalmente lucide nella loro inesorabilità mondialista e satanica, secondo la lunga teoria di divagazioni su Illuminati et similia.
Mai che si pensi, ad esempio, che complesse realtà burocratiche possano fare errori.
Mai che si analizzi ad esempio la difficoltà nel contrastare una guerra di questo tipo pur avendo a disposizione mezzi per miliardi di dollari.
No : solo manicheismo contradditorio.
O stupidi imbelli o diabolici architetti di cose complessissime.
Spesso nella stessa frase.
Il web, grande risorsa e grande lente amplificatrice, ha il difettuccio di portare sullo stesso piano le fantasiose girandole di queste pensose Cassandre con gli studi di specialisti veri, che pur si trovano, e che dipingono una realtà molto diversa e spesso più deludente.
Oltretutto la desuetudine al vero confronto, implicita negli ideologi e nei religiosi, porta quasi sempre la discussione velocemente ad un punto morto, sempre lo stesso : se non la pensi come loro ti hanno lavato il cervello con i media che sono sempre e soltanto asserviti al potere.
Capisco che “omnia immunda immundis” e gente abituata a farsi eccessivamente sciacquare le meningi da qualsiasi confessione che racconti nei dettagli il mondo invisibile ai più, non possa pensare che esista un razionale pensiero libero e non condizionato, ma in generale la sequenza di negazionismi, storie parallele e divagazioni pure e semplici su quanto succede nel mondo sta raggiungendo un “rumore” allarmante.
Significativo è il ruolo che Bergoglio, primo papa moderno e di buon senso apparso sulla scena vaticana in decenni e marketing tool usato con disperazione per non veder svuotata di senso e dall’interno l’istituzione, sta assumendo in questo frangente.
Il ruolo demonizzato di avversario della vera fede, grimaldello mondialista al servizio dei poteri forti.
Figuriamoci ora che parla di ambientalismo ed effetto serra.
Inutile dire che fino ad ieri chiunque si limitasse ad indicare la nudità del re, quasi sempre sul piano di mammona o sul piano di una morale, soprattutto sessuale, ridicola e quindi foriera di problemi a latere, venisse demonizzato con cattiveria o ci si limitasse, nei casi disperati, al triplice gesto della scimmietta.
Ora con Bergoglio perfino la critica sulla Chiesa come istituzione è più schietta, quasi liberata.
Peccato che avvenga solo per motivi ideologici, ahimè, e state pur certi che al ritorno di un papa tradizionalista e medievale, si chiuderebbero subito le paratie del confronto vero e si tornerebbe ai soliti deliri “infallibilistici” e negazionisti dei fatti.
D’altronde il negazionismo delle realtà spiacevoli è il tratto distintivo delle religioni, soprattutto quelle ideologiche, ed è la radice di molti mali.
Io riesco ancora a stupirmi di questa facilità all’unreal di certi “pensatori”.
Che in chiave antiebraica arrivano a negare o minimizzare perfino l’Olocausto.
Non dovrei, ovviamente, perché il famoso luogo comune che quando non si crede in nulla si crede a tutto vale esattamente al contrario : quando si VUOLE credere a qualcosa a tutti i costi poi ci si abitua a considerare l’irreale sempre possibile, al di là di ogni considerazione razionale.
Questi “pensatori” si riconoscono anche dai vizi espressivi.
Tutto ciò che è rispetto per le diversità e che finalmente oggi trova anche un rispetto verbale, di forma, viene subito etichettato come “politically correct”, con ferina prevedibilità.
Non appena è possibile si torna a chiamare gli omosessuali, i neri e così via con antiche, volgari locuzioni.
Si odia la possibilità stessa che il mondo dimostri che ci si può riallineare, e con maggiore civiltà, anche senza continuamente invocare un ipotetico trascendente.
Come se fosse necessario averlo, il trascendente, per essere brave persone.
Dopo i fatti di Parigi tutti con l’indice contro l’Islam (ovviamente declinato in senso generico e senza la minima idea di che cosa si parli per davvero) e, dopo pochi giorni, la consueta, ormai stancamente prevedibile deriva complottista, anti mondialista e in sintesi antioccidentale.
Dura la vita per chi, fino a 50 anni fa, viveva in una specie di teocrazia morbida chiamata Italia, diversa dal resto dell’Europa proprio per il provincialismo, per l’eccessiva attenzione e l’eccessivo condizionamento della religione (in questo caso cattolica), spesso e volentieri declinata in chiave politica.
Suggerirei la fondazione di uno staterello teocratico, sulla falsariga di altri fulgidi esempi, possibilmente lontano dall’Europa.
Ringrazio fin d’ora.

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