Il dito e la luna

A dispetto dei tragici argomenti affrontati, l’ultima puntata di Piazzapulita ha veramente fornito uno squarcio esilarante dell’umanità varia e dolente che ammorba questi tempi cupi, infestati come tutti i tempi cupi di Cassandre millenaristiche a cui non pare vero di invocare un giorno sì e uno pure la guerra, intesa sotto sotto come lavacro purificatore di una umanità peccatrice.
Si è anche visto qualche raro esempio di persona intelligente e seria, ad esempio Roger Waters, musicista superbo e grande intellettuale a tutto tondo su questioni belliche, anche per famosi motivi personali, star della serata, oppure giornalisti sorprendentemente equilibrati, pensanti e razionali come Zucconi.
Con Waters ad esempio qualche esagitato delle nostre sponde, magari davvero folgorato sulla via di Damasco della razionalità, avrà notato come parla e come si comporta un vero intellettuale (nel senso più nobile del termine), critico verso il potere, come tutte le persone liberali ed intelligenti, senza essere ideologicamente e sistematicamente complottista come tutti gli svitati.
Con altri, invece, si è visto con chiarezza il vizio tutto italico di non entrare mai nel merito delle questioni (cosa che presupporrebbe onestà intellettuale) ma di indicare subito il dito e non la luna per evitare argomenti scomodi (cosa che evidenzia l’ideologia, soprattutto religiosa).
Le reazioni scomposte ed isteriche di fronte a due libri inesorabili, precisi, inoppugnabili come quelli di Nuzzi e Fittipaldi sulla Chiesa cattolica raccontano molto dei danni che questo paese ha contribuito ad imporre ai suoi cittadini con la complicità attiva del Vaticano.
Per dirla col buon Crozza : “Che me ne frega del baby doll? Ditemi dov’è il mio 8 x mille!”.
Ma ditemi anche perché invece di affrontare le tematiche colossali affrontate nei due libri suddetti, si è preferito far notare il fatto che in fondo questi due stanno incassando soldi per il loro lavoro (come se fosse una colpa), insinuando una disonestà intellettuale che invece è tutta dei neoguelfi del caso.
Che non sorprendentemente, invece di scatenarsi come delle belve contro chi inficia la già scarsa credibilità della chiesa dall’interno, cosa che li qualificherebbe come pensanti in autonomia, si scagliano pavlovianamente contro chi indica la luna.
In tutta questa storia si conferma peraltro l’ambiguità della presunta rivoluzione di Francesco.
A fronte di parole oggettivamente rivoluzionarie (ancorché ovvie) che hanno subito scompigliato i capelli dei troppi integralisti ancora circolanti nella penisola, quelli che banchettano negli happy hour “bene” di Catholica, dentro e fuori Roma, Francesco conferma il mio sospetto che sia sostanzialmente una mano di belletto su un corpaccione ancora troppo resistente nei suoi eterni vizi e meccanismi mentali e sostanzialmente inadatto ad affrontare per davvero la realtà.
Marketing, non vera rivoluzione, in fondo.
D’altronde il Vaticano è una dittatura, soprattutto ideologica, come il fatto emerso subito, ossia che non ci sia libertà di stampa (per Costituzione), evidenzia con chiarezza.
Niente di peggio delle teocrazie, peccato che questa prosperi pure su una accondiscendenza di uno stato sedicente laico come quello italiano.
Il processo a Nuzzi e Fittipaldi, frutto di una legge restrittiva di Francesco, sembra proprio un processo mediatico e di avvertimento, più che un tentativo vero.
Le chiese tutte, comprese quelle nuove, aggressive e, guarda caso, molto ricche e potenti, non amano la concorrenza.
Sia di altre religioni che di altri che potrebbero dire la loro, molto più provatamente, sensatamente e congruamente : la medicina, la scienza, la psicologia.
Che oltretutto non accampano le stesse pretese assolutiste ed omnicomprensive.
Tutti nemici, infatti, oggi anche facilmente investibili con quel complottismo d’accatto a mezzo web che è l’ultima declinazione del fanatismo a senso unico.
Ma si sa, tutti i media sono asserviti al potere e tutti sono succubi dei media.
Gli unici che conoscono le fonti giuste e la realtà vera sono loro, proprio coloro che sono il frutto di un accurato lavoro di semplificazione precotta della realtà e successivo lavaggio del cervello.
Guarda tu il caso.

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