Phony, silly little people

Facciamo un passo indietro.
Lo starnazzamento continuo dei nuovi farisei, preoccupati per le sorti del mondo, talmente viziati dalla loro religione da vedere segni e profezie ovunque, in fondo in fondo contenti della perenne e presunta apocalisse imminente, ha come bersaglio facile e facilone il gregge contrapposto e sempre crescente dell’uomo massa, soprattutto ggiovane, carne da macello per media e poteri vari.
Troppo comodo.
Per chi ha il copyright della parola “gregge”, capisco che sia troppo ghiotta l’occasione per parlar male di greggi altrui, altrettanto facilmente disprezzabili, ma tutto ciò sembra quasi e soprattutto il lamento del vecchio imbonitore che ha perso tutta la clientela.
Di fatto, dagli anni sessanta in poi, non casualmente ampiamente criminalizzati dai religiosi vari, la Chiesa, soprattutto in Italia, ha perso gradualmente ed inesorabilmente lo scettro del comando e la possibilità di incidere sulle masse.
L’attuale homo novus, nella versione che piacerebbe molto ai vecchi capibastone, è un cretino che segue tutti i nuovi capibastone, media, pubblicità etc., perché in fondo contento di vivere senza Dio che comprometterebbe la sua voglia di libertà.
Non è così palesemente, o meglio, è parzialmente così solo per certe masse belanti che da sempre non brillano e non hanno mai brillato né per intelligenza, memoria, etica profonda, né per complessità di pensiero e che hanno uno spettro di voglie e desideri che non oltrepassa la settimana di raggio d’azione.
Talmente concentrati sul proprio ombelico e sulle proprie mediocri ambizioni da fare rabbia o tenerezza a giorni alterni e comunque già pronti per fare danni in giro grazie al mix terribile di ignoranza e amoralità.
Tattici e non strategici, quindi capaci di fare danni anche a sé stessi, quindi qualche volta doloranti.
Ai neo-farisei dico : aspettate, fiduciosi.
Sono ancora qui le future truppe possibili, sono proprio queste le falangi dell’uomo ideologico del futuro, superata la sbornia nichilista (come la chiamereste voi).
Nel tifo applicato a tutto, non solo al calcio, risiedono le vostre più fondate certezze.
D’altronde quel 15% scarso di popolazione pensante, libero criticamente, non ideologizzabile e non tifoideo non l’avete mai visto nella storia, non è arruolabile ed è comunque una minoranza non interessante per le battaglie di ieri, oggi e domani.
Etichettateli come intellettuali, nichilisti, scettici, infedeli : da entrambe le parti non ci sarà alcun rimpianto.
L’uomo massa di oggi invece, quello dei selfies a boccuccia su Facebook, della festa e della vacanza continua, del rinvio sine die della propria maturazione come persona, quello del “che palle” incorporato nella propria stupidità di fondo prima o poi potrebbe stufarsi e potrebbe credere perfino in un dio se marketizzato adeguatamente.
E come gli ex fumatori pentiti potrebbe da quel momento in poi rompere gli zebedei a chiunque sia rimasto ancorato ai neuroni e sventolare la propria bandierina d’ordinanza.
Si apriranno quindi praterie per parlare a vanvera di conversione, per spacciare per vera la bufala manichea del “o con noi o col demonio”, per occultare quello che è noto a qualsiasi pensante : che l’etica prescinde da qualsiasi presunta trascendenza e che rispettare il proprio cervello difficilmente porta verso mondi tagliati (male) con l’accetta 2000 anni fa.
D’altronde questa è l’epoca degli -ismi usati come clave, della demonizzazione del “politically correct” ossia dell’accusare gli altri delle proprie debolezze, tipo l’ideologizzazione di tutto, parlando oltretutto di lente, tardive, finalmente arrivate crescite di pensiero e perfino di educazione in un mondo che fino a poche ore fa criminalizzava e derideva volgarmente e scompostamente il diverso.
Anche la schiavitù da normale ordine delle cose divenne ben presto inaccettabile e nessuno si sognò di parlare di nuova ideologia trionfante bensì di miglioramento puro e semplice.
La caratteristica di questi tempi e di questa popolazione di eterni distratti che la sta pian pianino controllando, simboleggiata dall’uso nevrotico e continuamente cangiante dello smartphone, è la profonda stupidità, una manna per ogni potere, incluso quello religioso, e la falsità che è la conseguenza di una vita non autentica e che non cerca complicazioni.
Una versione moderna e plastificata della sana, vecchia ipocrisia borghese-cattolica.
In fondo siamo passati da un insopportabile paternalismo bigotto ad un cretinismo diffuso.
Lasciate fare a Bergoglio, quindi, superate l’odio profondo da vecchia e ridicola diatriba dottrinale e fate agire il marketing.
I tempi magari non saranno così cupi e “finali” come li dipingete voi ma comunque, come sempre, ci sarà sufficiente orrore per gettare reti e raccogliere.
D’altronde per persone poco abituate a pensare razionalmente e criticamente sembrerà normale passare da una catena all’altra visto che sembra inconcepibile che qualcuno non ti dica cosa devi fare nei dettagli.
Abbiate fede.

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