7 is higher than 25

Adele è un grosso equivoco.
Nessuna intenzione bassamente denigratoria della cantante inglese, peraltro recentemente dimagrita.
Mi riferisco al ruolo grottescamente spropositato che ha preso nel disastrato panorama musicale.
In un mondo dominato da canzonette dance plastificate di nessun interesse e credibilità (Katy Perry e simili), dal delirante proliferare del rap e dell’hip-hop fino allo sfinimento, caso classico dell’estensione demente di un piccolo gimmick musicale a genere a sé stante e fagocitante l’intero mondo (Kanye West un genio? You must be joking), da qualche cantautore sfiatato e finto sofferente (Sheeran e mille altri, indistinguibili), da qualche gruppo sedicente ispirato (le patetiche nullità che rispondono al nome di Coldplay, Muse e così via) è chiaro che bastano anche piccoli bagliori di soul bianco ben cantato per far gridare al miracolo.
In attesa perenne di qualche vera star che faccia anche lontanamente ricordare le stelle e lo splendore del passato, ci si butta sul primo disco a caso e si sprecano aggettivi.
La stessa sorte era toccata ad una delle ispirazioni dichiarate di Adele, la sopravvalutatissima Amy Winehouse che, oltretutto, morendo giovane per l’assurda sequenza di eccessi che l’ha contraddistinta è entrata nel mito a dispetto del talento, microscopico e derivativo.
Negli stessi giorni in cui Adele imperversa nelle classifiche battendo tutti i record, muore Bowie, uno dei pochi veri pilastri della musica moderna e qualcuno, riascoltando o, peggio, ascoltando per la prima volta, comincia a capire la differenza abissale tra il prima e il dopo.
Perchè quello che conta è la musica, la qualità e l’originalità della stessa e qui, mi dispiace, Adele è un microbo, soprattutto in quest’ultimo album, a dispetto della tecnica vocale ineccepibile.
Non molti anni fa la musica dance era musica straordinaria, la musica pop si divideva tra “commerciale” (composta da giganti come Spandau Ballet ad esempio) ed “impegnata” (qui l’elenco è lungo) e resisteva, come sempre, il pianeta della black music (soul, R&B, jazz…) visitato spesso e volentieri anche da grandi artisti e interpreti bianchi.
Oggi che domina il maelstrom mediocre resiste ancora il retropensiero della nobiltà intrinseca di questo mondo.
Molti artisti sono stati anche il tramite tra le vere vette di questo mondo, spesso sconosciute ai più, e il grande pubblico.
Lo stesso Sinatra fa parte di questo elenco di “traduttori”, per dire.
Adele quindi “sembra” nobile, grande.
Brava vocalmente lo è senz’altro ma, come molti esemplari nostrani dimostrano, non basta la voce per fare la musica, ci vuole la sostanza ossia la musica stessa.
E di gente che sa scrivere pezzi, sul modello inarrivabile di Burt Bacharach, ce ne sono sempre meno, anzi non ne esistono proprio più.
Oggi per trovare quelli bravi davvero bisogna cercare tra le pieghe, spesso bisogna scovare nomi totalmente sconosciuti.
Siamo in un deserto musicale che qua e là ha qualche piccolissima pepita e spesso derivativa, nostalgica, come se in fondo la grande musica fosse persa per sempre.
Seal, spesso e volentieri, ha sfornato qualche minerale di valore e rappresenta il giusto contrappasso ad Adele-tutta forma e niente sostanza.
Ha l’ossessione dei numeri come la sua omologa inglese ma nel suo caso è l’elenco seriale degli album (l’ultimo si chiama “7”) a differenza del riferimento anagrafico della cantante di Tottenham.
Per me Adele al suo meglio non è quella di “25” ma è questa, live alla Royal Albert Hall.
Grande voce ma soprattutto grande pezzo.
Seal au contraire, continua con la sua personale ricerca del bello e sforna con “7” un album della stessa categoria (grande voce, atmosfere soul e così via) ma mille volte più consistente.
Con l’ennesimo album continuo, non noioso, davvero sentito (“soul”) straccia la biondina 10-0.
Ma guardate attentamente le classifiche di vendita.

Advertisements

One thought on “7 is higher than 25

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s