Eden Gardens

Quando all’83’ di una drammatica partita, il talentuosissimo Eden Hazard del mio amato Chelsea ha segnato un meraviglioso gol che ha regalato al Leicester (anche loro in casacca blu) uno storico titolo in Premiership ho subito pensato che gli ingredienti della favola c’erano proprio tutti e che a questo punto bisognava solo chiedersi non se ma quando verrà fatto un film su questa incredibile storia umana e sportiva.
Oltretutto gli inglesi sono storicamente i migliori nel raccontare queste storie di riscatto, gli “underdogs” che hanno tutti un motivo per lottare contro il destino che li vuole perdenti e marginali.
Sono tante le storie che si possono raccontare di questa che resterà sicuramente nella storia come una delle più grandi sorprese sportive di tutti i tempi.
Tutto il mondo ha spinto e tifato, ad un certo punto, al di là del becero tifo locale o di antiche rivalità.
L’Inghilterra, oltre che creatrice e “regolatrice” di questo come di tanti sports, ha nel DNA da sempre un certo spirito romantico che ha resistito nonostante tutto all’avvento del business, della globalizzazione e del calcio spettacolo mondializzato.
Pur essendo la Premiership uno dei simboli di questo calcio, l’Inghilterra è comunque lo sfondo ideale per questa splendida narrazione, un pò sulla falsariga del romanzo archetipico di Nick Hornby (Fever pitch – Febbre a 90), uno dei migliori libri sullo sport e sulla passione che ne deriva.
Ma è la storia anche di uno che ha scelto l’Inghilterra come il luogo dove tornare a vivere dopo i mille veleni e le crudeli meschinità della sua madrepatria.
Claudio Ranieri, uomo perbene, elegante, mai sopra le righe, che cita Kipling (If you can meet with Triumph and Disaster and treat those two impostors just the same) e vive una vita normale, non poteva reggere a lungo in Italia, come tanti, dove le pressioni e le feroci etichette (perdente, fallito e così via) non sono mai proporzionali alla vera qualità della vita nonché all’importanza della posta stessa (oggi la Serie A è notevolmente inferiore alla Premiership).
Un altro expat di lusso che mette a nudo l’impossibilità di vivere in maniera normale e serena nel paese di provenienza, malato di superficialità e rancorosa ignoranza.
Un altro vero vincente e uno dei motivi per cui, personalmente, sono particolarmente contento di questa vittoria a dir poco imprevedibile.
Perfino nello specifico calcistico il trionfo del Leicester ha un significato profondo.
Nell’era del calcio robotizzato, del possesso palla e delle percentuali, una squadra che gioca di rimessa in maniera clinica e va contro ogni dettame del calcio moderno, ma lo fa in maniera sublime, intensa, feroce, evidenzia che sono tanti i modi della vittoria, contro ogni omologazione.
Il primato del buon senso e del pragmatismo intelligente, quindi, fino a creare un organismo perfetto che sull’onda dell’entusiasmo è andato ben oltre i propri limiti fisici e tecnici.
Difficile dire se la favola continuerà, personalmente ne dubito, ma intanto portiamo tutti a casa questa bellissima storia.
Pronti agli occhi lucidi, prossimamente, sul grande schermo.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s