Dario

In questo 2016 che con ostinata pervicacia sembra volerci ricordare la nostra caducità e lo fa portandoci via sistematicamente tutte le colonne portanti della cultura e delle arti mondiali, arriva senza sorpresa la notizia della scomparsa di Dario Fo.
Dario e Franca sono un pezzo del nostro passato e della nostra storia che se ne sono andati e che, potete scommetterci, non avranno eredi.
Soprattutto in questo paese, allergico alla libertà e fedele alle corporazioni ideologiche.
Come Montanelli e come altri veri grandi, Dario ha subito grandi tragedie e grandi incomprensioni.
Nel teatro scrittore straordinario e attore di istrionismo monumentale ha portato in scena, con un minimalismo che era esigenza pratica ma anche cifra sociale, politica, stilistica, una serie di capolavori che ho avuto la fortuna di vedere in tempi davvero lontani.
Tuttora “Mistero buffo” (ma non solo) rappresenta uno degli apici assoluti della cultura italiana e sicuramente una delle macchine teatrali più devastanti e straordinarie mai concepite.
Lo spettacolo che consiglio sempre alle generazioni di YouTube quando vogliono vedere del teatro divertente di qualità lunare.
Dopo il Nobel, come capita sempre in questo paese provinciale e meschino, Dario era assurto a livelli di intoccabilità che evidentemente lo infastidivano, soprattutto dopo una vita come la sua perennemente controcorrente.
Sarebbe banale dire che ci mancherà, è invece tremendamente vero che lascerà un vuoto che non sarà mai più riempito e questo davvero sgomenta.

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