Brexit 2

Più che altro il rammarico è di non averci scommesso del denaro.
Mesi e mesi fa, quando l’idea stessa che Trump vincesse le primarie sembrava bislacca, avevo postato su Politico, famoso sito di analisi politica americano, un post quasi provocatorio dove prevedevo, con facilità e scioltezza, la vittoria di Trump non solo alle primarie ma perfino alle presidenziali finali.
Nel sito in questione, frequentato da gente pensante e mediamente ben messa culturalmente delle due coste, la cosa sembrava enorme ma in realtà da italiano reduce da 20 anni di populismo destroide in salsa televisiva e facendo anche semplicemente due conti la cosa mi sembrava palese.
Mi sembrava ad esempio evidente che il “race” factor che aveva fatto vincere Obama anche in territori non comunemente democratici non poteva tramutarsi in un “sex” factor a favore della donna Clinton.
Odiata trasversalmente, anche tra i democratici, per la sua appartenenza all’establishment, per il suo essere donna, e del tipo che più fa infuriare l’ometto medio “white trash” (intelligente, autonoma), in crisi di soldi e quindi di identità, snobbata per la sua mancanza di carisma rispetto al buon Barack, per il suo essere perfino l’emblema di un certo familismo al potere che racconta inamovibilità (i Clinton, i Bush…).
Errore di valutazione nella scelta dei democratici che mi è subito sembrato abnorme : un semplice Sanders probabilmente avrebbe avuto qualche chance reale in più.
L’ondata populista tendenzialmente destroide ed acefala che sta vincendo ovunque è la dimostrazione paradossale che la tanto odiata globalizzazione vince nei fatti.
Infatti ovunque ormai, senza le isole felici democratiche che spesso prosperavano fuori dai confini italioti, la tendenza globale è simile.
Fine delle polarizzazioni antiche, soprattutto destra-sinistra, avvento di una contrapposizione spesso fasulla élite-popolino, dove per élite si intende a spanne quasi tutti i vincenti di questa nuova era (nella politica, nell’economia, nello spettacolo, nei media), e per popolino, altrettanto impropriamente, si intende la parte meno fortunata della popolazione, soprattutto culturalmente, fieramente anti intellettuale, sorpresa dal nuovo mondo e viaggiante, spesso, oltre i 50 anni, età vissuta male, con molti rancori, molti pregiudizi che riaffiorano con forza, una vaga nostalgia per un mondo che non c’è più e si pensa, erroneamente, che tornerà e, soprattutto, che si pensa erroneamente sia stato scippato da cattivoni di ogni sorta coalizzati.
Il web, altro segnale di un mondo che va avanti comunque, li vede protagonisti in gran parte nell’ala più trash, complottista a senso unico, una specie di derivazione marcia dell’antica fascinazione per la pessima televisione.
Da cui derivano sia Berlusconi che Trump, significativamente.
Come direbbe Crozza, una serie di “napalm51” incattiviti da una crisi economica epocale, disabituati da sempre al ragionamento complesso.
Che prosperano, non casualmente, tra le file delle antiche ideologie, soprattutto religiose, che con l’avvento di un mondo più trasparente e mediamente informato e che comincia a farsi beffe di antiche credenze e superstizioni e cerca, con fatica, di andare oltre misoneismi, misoginismi e pregiudizi assortiti tra cui il ritorno del razzismo e il ritorno dell’odio per gay e affini, sono in patente difficoltà e usano il voto come una clava rabbiosa per ritornare ad un passato culturalmente imbarazzante, chiudendosi pateticamente nei propri confini visti come l’ultima Thule.
Il paradosso è che al popolino stanno vendendo un’altra merce e questi poveretti non se ne accorgono neppure.
Il nuovo prodotto è “fuck off establishment”, figlio della tv trash e di cattive informazioni.
Il nuovo culto è l’uso delle parole semplici e povere come finto ritorno all’innocenza e alla genuinità : sono invece solo parole povere.
Povere di contenuti e di efficacia di fronte ad un mondo estremamente più complesso di quanto alcune povere menti possano mai immaginare.
Il trionfo del luogo comune.
Nel web prosperano le cassandre di ogni tipo che per anni hanno preconizzato catastrofi mai avvenute o futuribili.
Ci saranno i brogli (e Trump subito minacciava ancor prima che si aprissero le urne), ci sarà la terza guerra mondiale con Hillary al potere.
Trump ha vinto e nessuno ha invocato brogli (Hillary ha subito concesso e Trump ha perfino ringraziato e lodato l’avversario al primo discorso) : come sempre la cattiveria e la precisione delle armi degli illuminati elitisti, così come in Brexit, non mi sembrano granitiche. 
Peccato che adesso attribuiranno a Trump la mancata guerra, così come per anni mi sono sorbito le sciocchezze dei berluscones che magnificavano ogni presunta meraviglia del loro candidato che invece si è distinto per inefficienza e spettacolare mancanza di risultati, al di là di tutto il resto che purtroppo ci ricordiamo molto bene.
Per dirla con Trump : “Potrei sparare a qualcuno e non perderei un voto”.
Il primato del cervello, appunto.
Come molti penso che questo tipo di destra populista sia il futuro del nostro mondo e non lo penso da oggi, una specie di triste rigurgito di reazione al mondo che cambia e per sempre.
Perderemo altro tempo e lo perderemo male, nel senso che il ritorno all’indietro delle lancette della storia rallenterà un giusto governo della globalizzazione che comunque dovrà essere fatto.
I numeri, soprattutto economici, che Obama, senza strepiti e fanfare, consegna agli Usa, soprattutto dopo il 2008, sono notevoli ma è noto che razionalità ed equilibrio non allignano, direi storicamente, da quelle parti.
Penso anche che questa crisi di cervelli sia anche la plastica rappresentazione di una generazione che in effetti il cervello lo sta piano piano perdendo, vista l’età media dell’elettore Brexit o Trump.
Quando la crisi soffia e l’ascensore sociale spesso si inceppa, succede questo e altro.
E una certa dose massiccia di populismo becero ormai sembra non mancare in nessuno dei governanti che vogliono mantenere lo scranno : Renzi docet ma non solo.
Davvero sembra che il mondo non riesca a trovare un giusto equilibrio tra conservazione furba e populismo acefalo e rabbioso.
Il pensiero libero, critico, davvero informato e assolutamente non tifoideo sembra un miraggio e purtroppo non solo in Italia, ormai.
L’estremismo di chi pensa che il potere non vada mai criticato e che la sua narrazione sia sempre quella giusta (un vecchio riflesso della conformista società italopiteca ad esempio, fatta di numerosi “sdraiati” al governo del momento, come capita adesso con Renzi) fa il paio con l’estremismo di chi pensa sempre che il popolo abbia ragione, soprattutto quando usa altri organi invece del cervello per decidere, il che capita purtroppo spesso ed è il bug perenne della democrazia : dieci idioti l’avranno sempre vinta su tre intelligenti.
Molti invocano l’IQ test per avere accesso alla propria scheda elettorale ma è un falso problema.
Dobbiamo tenerci questo sistema scassato e magari depurare oltre ai nostri mostri anche un Trump, una Le Pen o altri prima di poter tornare a vedere quella luce, invero fioca, che si può ragionevolmente sperare di vedere su questa terra.
Per restare al mondo anglosassone : è un 11.9 ma sembra più un 9.11.

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